Ferrara Letteratura. Michele Nigro: Verso i “Pomeriggi Perduti”

Anteprima/”assaggio” su Asino Rosso (Il Giornale Libero di Ferrara) dell’intervista al sottoscritto da parte dello scrittore ferrarese Roberto Guerra; la versione integrale prossimamente sul sito de “La Zona Morta”

Per leggere: qui!

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“Pomeriggi perduti” di Michele Nigro

Nel sito di Edizioni Kolibris presentazione del neonato “Pomeriggi perduti”, la mia raccolta di poesie (COLLANA CHIARA – POESIA ITALIANA CONTEMPORANEA), con il link alle anteprime in italiano, inglese (Iris News) e spagnolo (Vallejo & Co.) e un estratto delle prefazioni di Chiara De Luca e Stefano Serri.

Per leggere la presentazione: qui!

Post apocalittico

Nonostante tutto, la penso ancora così…

“Anche dopo aver conquistato l’inebriante compagnia della folla e il calore amicale della carne, bisognerebbe avere il coraggio di chiedere a se stessi se i sorrisi della comitiva, che per una sera c’hanno distratto dalla solitudine e dalle fatiche dell’esistere quotidiano, rappresentino la qualità finale di un’evoluzione di cui non conosciamo la profondità o solo uno stadio intermedio e acerbo verso la realizzazione di un rapporto interpersonale più solido e scarnificato. Anche dopo aver soddisfatto il corpo con scariche endorfiniche causate da non durature felicità sportive e sessuali bisognerebbe domandarsi se quel senso di appagamento emotivo e fisico non sia in realtà solo uno dei gradini più bassi della scala verso il miglioramento del sé. La fidelizzazione attuata dal marketing offusca le menti nate ignoranti e che non nutrono speranze di livelli che non conoscono. Siamo soli anche stando in compagnia; siamo ancora a metà strada anche dopo un cammino solo all’apparenza soddisfacente. La faccenda dell’uomo sociale nasce dall’esigenza di educarsi reciprocamente in vista di un bene comune, ma la vera natura umana viene forgiata dal silenzio della solitudine…” (continua)

N I G R I C A N T E

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Anche dopo aver conquistato l’inebriante compagnia della folla e il calore amicale della carne, bisognerebbe avere il coraggio di chiedere a se stessi se i sorrisi della comitiva, che per una sera c’hanno distratto dalla solitudine e dalle fatiche dell’esistere quotidiano, rappresentino la qualità finale di un’evoluzione di cui non conosciamo la profondità o solo uno stadio intermedio e acerbo verso la realizzazione di un rapporto interpersonale più solido e scarnificato. Anche dopo aver soddisfatto il corpo con scariche endorfiniche causate da non durature felicità sportive e sessuali bisognerebbe domandarsi se quel senso di appagamento emotivo e fisico non sia in realtà solo uno dei gradini più bassi della scala verso il miglioramento del sé. La fidelizzazione attuata dal marketing offusca le menti nate ignoranti e che non nutrono speranze di livelli che non conoscono. Siamo soli anche stando in compagnia; siamo ancora a metà strada anche…

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Nostra Signora degli Alieni: racconti di fantareligione – recensione di Giuseppe Previti

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Presente anch’io con il mio racconto “The Padre PIO Show”

dalla recensione di Previti: “… molte opere con l’implicazione religiosa e una serie di altre storie sul tema sono presenti nell’antologia curata da Catalano e Pizzo. Una esauriente raccolta, presenti tanti importanti scrittori italiani che affrontano temi legati appunti a questi argomenti pur se non trascurano una certa impronta satirica toccando vari aspetti di quello di cui la chiesa si occupa ma che spesso oscilla tra superstizione e falsa credenza prima di sfociare nella vera fede…”

Fantascritture - blog di fantascienza, fantasy, horror e weird di gian filippo pizzo

” NOSTRA SIGNORA DEGLI ANELLI “- Racconti di Fantascienza- HOMO SCRIVENS ED.

Santi e Santità, luoghi sacri e profani, misteri religiosi e della fede, miracoli, l’Inferno, il Paradiso, l’Aldilà.Poi la Chiesa con i suoi poteri temporali e spirituali, poteri che
si estendono anche oltre il nostro pianeta. Nuovi passi avanti nella tecnologia e nella scienza, in più casi la Chiesa e la Fede si sentono sorpassati e messi in crisi.
Ecco un’antologia dove a una “supposta”realtà fatta di azioni e avventure si uniscono elementi di fantasia, teologia, religione, sopravvivenza, riflessione, mistero, antici-
pazioni sul futuro e ricordi del passato.

Quando si parla di fantascienza i dotti curatori dell’antologia Nostra Signora degli Alieni Walter Catalano e Gian Filippo Pizzo osservano che nell’immaginario collettivo
fantascienza è equiparata a un genere narrativo e di conseguenza televisivo e cinematografico, dove si legge, si vedono astronavi che solcano lo spazio, viaggi interplanetari,
alieni che…

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Lost afternoons, alcuni “Pomeriggi perduti” tradotti da Gray Sutherland

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Su Iris News una bellissima versione inglese di alcune poesie da “Pomeriggi perduti” a cura del poeta e traduttore canadese Gray Sutherland. Interessante ed emozionante, come accaduto anche con la versione in spagnolo, leggersi in un linguaggio e con un ritmo differenti dall’originale. Un grazie particolare a Chiara De Luca per aver fatto incontrare le mie poesie con Gray Sutherland.

Lost afternoons è anche il titolo dato, in tempi non sospetti, alla foto di testata di questo blog: quella del “tramonto nuvoloso con antenna”, per intenderci!

A selection of poems from Michele Nigro’s poetry collection “Pomeriggi perduti” [Lost Afternoons], wonderfully translated by Gray Sutherland.

Per leggere la selezione tradotta, qui!

One Centigrade (Grado Celsius)

With the coming of the first
night-time warmth
through the open window
street scares reach up to me.
Someone bumming down the alleys
moans a lament, “Mom, mom!”
life withdrawal symptoms
a sleepless siren among my dreams
desperate bell chimes
heatwave shindigs
and easy knives.

I love the cold that calms everything
under a motionless veil
raunchy molecules cool down,
I look for the winter that hushes
like a strict teacher
the chilly pains of the world.

pomeriggi-perduti copertina definitiva

Il viaggio, tra localismo ed esotismo

L’estate s’avvicina e con essa la voglia di viaggiare; ma conosciamo i luoghi che abbiamo sotto il naso?

N I G R I C A N T E

versione pdf: Il viaggio, tra localismo ed esotismo

Intorno al viaggiare vi è in atto da tempo una guerra non dichiarata: quella tra visione localistica ed esotica del movimento conoscitivo compiuto dal viaggiatore. I localisti, cugini non troppo lontani dei selecercatisti, tendono a concentrarsi solo ed esclusivamente sulle bellezze locali, a frequentare luoghi dove non è richiesto alcuno sforzo linguistico per farsi comprendere dalle popolazioni “indigene”, a sviluppare in maniera anacronistica lo slogan di fascistissima memoria “Preferite il prodotto italiano” anche in ambito turistico. Gli esotisti, dal canto loro, prediligono una fuga dalla realtà, una letteratura d’evasione in movimento, sono affetti da un’esterofilia curata male e che ha origini antiche: la frammentazione linguistica pre- (e direi anche post-) unitaria; la disomogeneità geopolitica che ha reso difficile la vita ai “fratelli d’Italia”; i tanti, troppi secoli vissuti in qualità di colonizzati da chiunque si trovasse a passare per…

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“I castelli di sabbia” di Mario Luzi

Interpretarci nel mondo. Prefazione di Stefano Serri a “Pomeriggi perduti” di Michele Nigro

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“Interpretarci nel mondo”Stefano Serri su “Pomeriggi perduti” di Michele Nigro, in stampa per Edizioni Kolibris.

<<… Per cominciare, mappa è, ad esempio, a dispetto dell’incedere per date e annotazioni cronologiche, quello che Campana delinea con i suoi Canti, in un peregrinare liquido e insorto; diario totale è invece l’opera di Mario Luzi o Cesare Viviani, che il tempo sembrano conoscerlo da sempre e per sempre. Schierate voi, qua o là, gli autori più cari, gli artefici di mappamondi come Walcott, o i costruttori di cronografie come Sbarbaro. Certo, ci sono tentativi di incrociare con grazia e competenza le due dimensioni del vivere, qui prese a pretesto per ripensare a come usiamo le parole per fermare la vita. Sereni, ad esempio, o Giudici, che mappano il tempo vestendolo di Storia; o Amelia Rosselli che recinta in uno specchio di carne cerebrale (o viso d’interlocutore doppio) tutta la vita esplorabile, salvo accorgersi che mai all’uomo è dato essere insieme tempo e spazio. Un raro equilibrio è raggiunto da Saba nel suo Canzoniere: anche se a volte il poeta si sbilancia verso uno dei due poli (più spesso verso l’astrazione di un tempo vago, perché il paesaggio in Saba è quasi sempre documento vivo), il poeta lo trovi sempre lì, con certezza, all’incrocio tra presenza e cronos.

Continua a leggere “Interpretarci nel mondo. Prefazione di Stefano Serri a “Pomeriggi perduti” di Michele Nigro”

7 poemas de “Tardes perdidas” (2019), de Michele Nigro

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Su Vallejo & Co., rivista elettronica di letteratura e arte, giunta al sesto anno di pubblicazione, è disponibile una selezione bilingue italiano-spagnolo di poesie dalla raccolta “Pomeriggi perduti”, in stampa per Edizioni Kolibris (prefazione di Stefano Serri, con una nota critica di Chiara De Luca).

Segue una poesia della selezione, quella che dà il titolo al libro, tradotta in spagnolo da Chiara De Luca…

Per leggere, invece, tutti i 7 poemas de “Tardes perdidas”, qui!

Un grazie di cuore a Chiara De Luca per la traduzione e alla Redazione di Vallejo & Co. per l’opportunità e l’ospitalità!

Tardes perdidas

(alabanza de la lejanía)

Apaguen los saberes

eléctricos por la tarde

los confortadores cacharros

las redes de mallas grandes

de las mentiras en colores,

las hojas impresas

destinadas al olvido

a mudanzas empaquetadas

con títulos expirados.

¡Apaguen todo!

La verdad custodiada

sin edictos

por el viento de verano

por nubes negras

y lluvias salvadoras

a mitigar sequedades

a descifrar sequías interiores

se posará como ungüento

sobre las heridas de la mente ofendida.

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(Riconoscersi, l’epilogo)

Non archiviate con rancore

non voltate la pagina

strappandola,

perché non tutto

è dato sapere

alla parola quotidiana

dell’uomo che parte.

“The Words” su Iris News

… dunque la scrittura è solo emozione, attimo e non è anche tecnica? Assolutamente no! Ma spetta a noi scegliere se vogliamo vivere un’esistenza tecnicamente perfetta ma piatta, scrivendo tante cose e riempiendo fogli interessanti e insignificanti oppure rispettare noi stessi e assecondare quel caos che ci indica nella tempesta quand’è il momento di fissare su carta quello che veramente conta e in che modo. Siamo disposti a vivere il DOLORE, la sua rivoluzione e rivelazione, per raggiungere quell’attimo di perfezione e di verità nelle parole che scriviamo? Dice “il vecchio” (Jeremy Irons) nel film, come pronunciando una maledizione: «… pensi che non ci sia un prezzo da pagare? Sono parole nate dalla gioia e dal dolore: se rubi quelle parole, prendi anche il dolore!»

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