Živago su Poliscritture

L’articolo intitolato “Jurij Živago, la morte e il vento…” pubblicato su Poliscritture.

Scrive Ennio Abate:

Caro Michele Nigro,
pubblico senz’altro il tuo saggio con in testa il video della scena del film che ho trovato su YouTube, perché ben scritto e tocca problemi (il mondo visto dall’ottica di un bambino; il rapporto tra ideologie, storia e poesia o religione e poesia) per me sfuggenti e irrisolti.
Ad essi mi pare che tu dia risposte alle quali non mi riesco a rassegnare: «Chi ha bisogno di religioni quando ha la poesia?», «decide di seguire il vento (non quello della rivoluzione, bensì quello decisamente più interessante dell’esistenza)», «Essendo il poeta, per definizione, fuori dal tempo inteso come asfittico meccanismo storico da cui non farsi stritolare».
Resto dell’idea (fortiniana) che la poesia possa finire per essere (spesso, non sempre) la «sporca religione dei poeti», che esistenza e storia non possano (o debbano) essere così rigidamente gerarchizzate (a favore della prima o della seconda), che nessuno – mi arrischio a dire neanche il poeta geniale – possa davvero essere fuori dal tempo (storico).

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