Combattere la Mafia…

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Come si combatte l’illegalità e quindi la mafia? Voi direte, giustamente, sequestrando beni, arrestando esponenti della Cupola, indagando, spezzando reti, stanando latitanti, sfruttando le rivelazioni dei pentiti, intercettando, investigando, “seguendo il denaro”, allestendo maxi-processi, emettendo sentenze, facendo Giustizia… Tutti provvedimenti attuabili e di fatto attuati dalle istituzioni, dalle forze dell’ordine, dallo Stato, e che fanno notizia.
Poi ci sono provvedimenti privati, sottotraccia, quasi banali ma che banali non sono, scelte personali che non fanno notizia, all’apparenza ridicole se pensiamo alla mafia solo come a un’organizzazione che spara e uccide e non innanzitutto come a un “atteggiamento”, a una “dittatura bianca” delle coscienze che si presenta in giacca e cravatta con piglio dirigenziale.

Ad esempio, quando chiedete la fattura dopo aver ricevuto un servizio professionale; anche se il professionista facendovi l’occhiolino annuncia che vi sta facendo lo “sconto” e quindi si aspetta che voi non chiediate la fattura, nel momento in cui voi la chiedete ugualmente perché siete delle inossidabili facce di cazzo e c’avete il poster in camera di Giovanni e Paolo: 1) combattete l’evasione fiscale, uno dei mali apparentemente incurabili di questa nazione; 2) compite un gesto di giustizia sociale perché un professionista che non dichiara un incasso guadagna molto di più della persona a cui crede di fare un favore, e inoltre l’ingiustizia sociale è l’“ufficio di collocamento” delle mafie (accettando lo “sconto”, ma soprattutto non facendo fatturare, voi vi accontentate delle briciole, perdete la vostra dignità se ne avete una, rinunciate in alcuni casi alla possibilità di rimborso dallo Stato attraverso la fatturazione, e una persona che rinuncia ai propri diritti figuriamoci se sa come funzionano i propri doveri, il professionista aumenta in maniera furbetta il proprio distanziamento economico dalle altre fasce sociali e quindi ponete una grossa ipoteca su quella che in tempi passati veniva gloriosamente definita “lotta di classe” e che oggi sembra sia scomparsa dai vocabolari e dalle mentalità); 3) di conseguenza combattete il “favoritismo” che è l’humus mafioso di elezione anche se il professionista in questione mafioso non è; 4) aiutate lo Stato, tramite le tasse, a ricevere gli introiti che dovrebbero servire a combattere le ingiustizie sociali e che vi autorizzano a protestare quando ciò non avviene (se favorite l’evasione o altre pratiche furbe, non avete il diritto di protestare e di pretendere, ma potete stare solo in silenzio: il “silenzio”, uno dei capisaldi dell’atteggiamento mafioso)…
Vedete quante implicazioni intorno a un insignificante pezzo di carta chiamato “ricevuta fiscale”?

Se non siete poliziotti, carabinieri, finanzieri, magistrati, politici… cominciate a combattere la mafia iniziando da queste piccole buone pratiche quotidiane. A volte è difficile individuarle perché sono talmente banali nella loro quotidianità che si diluiscono con estrema facilità nella soluzione del “così fan tutti!”
Di esempi simili, o anche più consistenti, se ne potrebbero fare a migliaia; basterebbe ogni giorno fermarsi un attimo prima di cedere al “laqualunquismo”, riflettere durante la routine, pensare al meccanismo che stiamo oliando e compiere delle scelte, anche se scomode, poco pratiche, fastidiose. Non si tratta di perbenismo pseudo-antimafioso di facciata: c’è concretezza pratica in certe scelte, in certi gesti.

È vero, le loro idee camminano sulle nostre gambe, ma se queste gambe camminano tutte nella stessa direzione (sbagliata) e non mettiamo in discussione ogni passo, certi sacrifici con il tempo diventeranno retorica di Stato (con taglio di nastro) e tutto sarà stato vano.

Non ho usato di proposito in questo post due parole che finiscono entrambe con l’accento sulla “a” – omertà e libertà – e che sono strettamente interconnesse: le riprendo alla fine perché volevo che fossero implicite nel discorso fatto intorno all’esempio facile della ricevuta fiscale. Quando una persona fa finta di non sapere, quando guarda da un’altra parte, quando sa di non fare la cosa giusta, non può essere libera.

versione pdf: Combattere la Mafia…

– video correlato –

“Cetto La Qualunque e la ricevuta fiscale”

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