Emilio Paolo Taormina su “Pomeriggi perduti”

Ricevo e con piacere pubblico una nota del poeta palermitano Emilio Paolo Taormina, che ringrazio, alla mia raccolta “Pomeriggi perduti”

Nota di lettura a
“Pomeriggi perduti” di Michele Nigro

La poesia di Michele Nigro è una poesia incisiva e colta, a partire dall’epigrafe tratta da una celebre lirica di Walt Whitman, alla dedica a Byron nella prima poesia.
Michele Nigro è un uomo che alle doti naturali, alla passione e curiosità, ha aggiunto il sudore dei gomiti. Possiede una poetica chiara e leggibile. Come un ulivo le sue radici si nutrono della vita, di tradizioni, della memoria, di sentimenti, amori e stupori di viaggiatore tra Istanbul, Palermo, Mondello; si rannicchia come un seme nella terra del presente per catturare la memoria degli attimi fuggenti, come un olio che trattiene le essenze del vissuto: il presente che già diventa memoria.
C’è uno scorrere nell’anima dei luoghi delle origini come un tatuaggio inciso sulla pelle che ti porti dentro, sono il fumo dei sigari fumati in balconi aperti al paesaggio collinoso, i baci come pennellate di acquerelli. I personaggi e i luoghi sono sbozzati nel marmo della memoria come apparenze di un sogno.

La vita, gli affetti, scorrono dietro il vetro di una finestra, passano come le statuine di un carillon che passano e tornano a nascondersi: “come amori perduti /che ancora riscaldano /l’intenzione di vivere”.
In filigrana Edgar Lee Masters, Gabriel Garcia Marquez, Martha Medeiros, sono autori citati. Vorrei concludere con Michele Nigro:

“Siamo tutto quello
che viviamo
e la carne
in silenzio
lo sa”

Nel panorama mediocre della poesia italiana “Pomeriggi perduti” riconcilia con la lettura dei versi. Una raccolta che mi radicalizza nell’idea che, oggi, cercare i poeti negli scaffali delle librerie, tra gli attuali editi dalla grande editoria, è tempo perso: in Italia l’università e l’editoria non fanno ricerca e soffrono del male nazionale ch’è la burocrazia. Comandano le combriccole. Va avanti la poesia dei furbi. Il web, malgrado il pullulare di poeti, è un luogo sorprendente per incontrare artisti come un tempo fu Montmartre.

Emilio Paolo Taormina

versione pdf: Nota di lettura a “Pomeriggi perduti” di Michele Nigro

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