“Xavier de Maistre e i nuovi zombi” su Pangea.news

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Il mio articolo “Xavier de Maistre e i nuovi zombi” (già pubblicato su questo blog, qui) è stato riproposto su Pangearivista avventuriera di cultura e idee, “una delle migliori rassegne culturali in Italia”, curata dal giornalista, poeta, scrittore e critico letterario Davide Brullo e che da sempre pubblica articoli interessanti e culturalmente stimolanti.

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Nota a “Pomeriggi perduti” su Alma Poesia

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È stata pubblicata su “Alma Poesia”, sito letterario a vocazione poetica curato da Alessandra Corbetta, un’interessante nota di lettura alla raccolta “Pomeriggi perduti”, a firma di Sara Serenelli.

“… Unendo con maestria un lessico moderno a uno più lirico e tradizionale, Nigro ci fa compiere, con la sua raccolta, un viaggio: ogni poesia è un cosmo concluso e bastante a sé stesso, che ci parla e ci affronta. Non è difficile rendersi conto che Nigro ci dona una poesia che è stata prima profondamente riflettuta (o meglio, “auto-riflettuta”), che si lascia guardare da fuori e vivere di dentro. Mentre leggiamo, la parola ci viene incontro, moderata, mai troppo altisonante e mai troppo distaccata…” (Sara Serenelli)

Per leggere l’intera nota: qui!

Per ascoltare una lettura dalla raccolta a cura di Sara Serenelli:

qui (Spreaker)

oppure

qui (YouTube)

“Jurij Živago, la morte e il vento…” su Pangea.news

Il mio articolo “Jurij Živago, la morte e il vento…” (già pubblicato su “Nigricante”, qui, e in seguito ripreso anche su questo blog, qui) è stato riproposto su Pangearivista avventuriera di cultura e idee, “una delle migliori rassegne culturali in Italia”, curata dal giornalista, poeta, scrittore e critico letterario Davide Brullo e che da sempre pubblica articoli interessanti e culturalmente stimolanti.

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L’intervista mancata a Ted Kaczynski alias “Unabomber”

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Più di dieci anni fa tentai di intervistare in carcere, per via epistolare, Unabomber: l’intervista (ne ero consapevole già all’epoca, ancor prima di ricevere il diniego ufficiale da parte delle autorità carcerarie) non si concretizzò a causa di una serie di motivi non dipendenti dall’intervistatore né, credo, dall’intervistato che, almeno in passato, è sempre stato abbastanza “generoso” con altri interlocutori in termini di comunicabilità epistolare con il mondo esterno; motivi “istituzionali” che raccolsi in un post pubblicato sul mio blog dell’epoca: “Nigricante”.

Nel rileggere a distanza di tempo i quesiti che avrebbero dovuto dar vita all’intervista e il “cappello” a questa, non posso ovviamente non notare una generale ingenuità da parte mia (ingenuità che, mi auguro, non abbia intaccato l’urgenza ancora irrisolta di quelle domande e l’importanza socio-culturale legata a esse) e soprattutto è evidente come il fenomeno dei cosiddetti social sia del tutto assente nella formulazione dei miei interrogativi in quanto ancora agli esordi e non incisivo come ai nostri giorni; fenomeno che oggi vedrei bene di includere nei punti dell’intervista riguardanti le ragioni di un certo tipo di influenzabilità sociale.

Segue il testo del post pubblicato nel 2010:

L’intervista mancata a Ted Kaczynski alias “Unabomber”

Alcuni mesi fa, interessandomi di Singolarità Tecnologica e dei “rimedi” proposti da chi vede nel fenomeno una seria minaccia per l’umanità, ebbi l’istintiva e per certi versi incauta idea di scrivere una lettera-intervista al detenuto Theodore John Kaczynski, tristemente noto anche come Unabomber, rinchiuso nel carcere di massima sicurezza di Florence (Colorado – U.S.A.) dove sta scontando l’ergastolo senza alcuna possibilità di sconti di pena o altre agevolazioni riservate a quei prigionieri capaci di avere nel corso degli anni una cosiddetta “buona condotta”.

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Theodore John Kaczynski is flanked by federal agents as he is led to a car from the federal courthouse in Helena, Mont., Thursday, April 4, 1996. Kaczynski, the suspected Unabomber, was charged with one count of possession of bomb components. (AP Photo/John Youngbear)

Lo scopo della mia lettera-intervista (Ted Kaczynski in questi anni di detenzione ne ha ricevute migliaia di lettere, certamente non tutte approdate nella sua cella) era quello di approfondire le tematiche decisamente interessanti, nonostante i metodi illogici e disumani adottati dal nostro ecoterrorista, contenute nel Manifesto di Unabomber (titolo originale: “La Società Industriale e il suo futuro“). Un “saggio” costituito da 232 punti in cui è riassunto, a volte in maniera lucida, geniale e convincente, altre volte scadendo in passaggi ingenuamente farneticanti, l’intero pensiero socio-ecologico, tecno-scettico quando non apertamente luddista, e rivoluzionario dell’ex matematico di Harvard e Berkeley.

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Allegata alla lettera-intervista una copia del mio breve saggio “La bistecca di Matrix”: una specie di piccolo “dono” o, se preferite, uno “scambio di opinioni” su questioni di interesse umanistico affrontate in maniera diametralmente opposta a quella di Kaczynski: boicottare in maniera pacifica… scegliendo! Dopo alcune settimane ecco arrivare la tanto agognata risposta ma non da parte di Kaczynski, bensì da parte dell’istituto penitenziario.

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“Il professore e il pazzo…” su Pangea.news

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Il mio articolo “Il professore e il pazzo, passando per De André…” (già pubblicato su questo blog, qui) è stato riproposto su Pangearivista avventuriera di cultura e idee, “una delle migliori rassegne culturali in Italia”, curata dal giornalista, poeta, scrittore e critico letterario Davide Brullo e che da sempre pubblica articoli interessanti e culturalmente stimolanti.

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“Diarismi…” su Suite Italiana

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Il mio “pezzo” Diarismi: da “1984” a “Seven” ripubblicato su “Suite Italiana”, interessante rivista letteraria su web curata da Ilaria Palomba, Giordano Tedoldi, Giusy Del Salvatore e Mattia Tarantino. Dall’Editoriale di Giordano Tedoldi: “… Suite italiana è dunque un piccolo spazio di libertà, anarcoide e sgangherato, disciplinato solo nel senso della qualità e con una curiosità “italiana” (o se preferite “rinascimentale”) per tutto ciò che è gioco artistico, spasso culturale, follia creativa e dunque improvvisazioni, scherzi, meste meditazioni, filosofie mai germanizzate (e dunque niente metafisica per impressionare i finti-colti…”.

Per leggerlo: QUI!

Lorenzo Spurio su “Pomeriggi perduti”

Estratto da una breve nota autografa di Lorenzo Spurio alla raccolta “Pomeriggi perduti”.

“Gentile Sig. Nigro,

[…] La sua poesia si presenta come interessante perché molto varia e diversa, composizione dopo composizione, nei temi o forse dovrei dire nelle suggestioni che essa è capace di trasmettere con l’evocazione. Dopo la bella e approfondita nota critica di Stefano Serri che mirabilmente apre il volume, io davvero credo che sia difficile, quanto delicato, poter aggiungere qualcosa in più sulla sua poetica che mi pare essere molto affine a una poetica degli oggetti, la sua chiarezza di immagini e di contesti e circostanze con la quale di presenta al lettore è degna della tradizione poetica americana del secolo scorso sempre così attenta al dettaglio eppure mai scevra da un lirismo che in alcuni momenti si fa anche spigoloso o, al contrario giocoso quando non addirittura parodico… […]”

“Poeti e no” su Pangea

Il mio articolo “Poeti e no” (che scimmiotta il “Uomini e no” di Elio Vittorini), già apparso su questo blog, è stato riproposto con un titolo tutto nuovo su Pangea, rivista avventuriera di cultura e idee, “una delle migliori rassegne culturali in Italia”, curata dal giornalista, poeta, scrittore e critico letterario Davide Brullo e che da sempre pubblica articoli interessanti e culturalmente stimolanti.

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“Pomeriggi…” su Correlazioni, a cura di Giuseppe Scaglione

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Sul litblog “Correlazioni – Arte & Cultura” un’accurata recensione a “Pomeriggi perduti”, a firma di Giuseppe Scaglione.

“… Versi come sogni, che si fondono con la memoria e aprono interrogativi minimali, intimi, nei quali però ogni lettore può riconoscere qualcosa di se stesso. Incluso l’io collettivo delle regioni del Sud. Non solo le verità esistenziali ma anche recondite pulsioni dell’anima, strade inesplorate del pensiero di cui la silloge è quasi un’antologia…”

Per leggere l’intera recensione: QUI!

“Diarismi…” su Senzafine

diarismi senzafine

Il mio “pezzo” Diarismi: da “1984” a “Seven” ripubblicato su “Senzafine”, blog culturale curato da Renata Rusca Zargar.

Per leggerlo: QUI!