“Le stanze di carta” su Pomeriggi…: recensione di Ilaria Cino

Se per orientarci nella lettura di un’opera poetica ci avvalessimo di una tipizzazione cara alla Rosselli delle varie tipologie di poeti allora collocheremmo Michele Nigro con i suoi “Pomeriggi perduti” (Edizioni Kolibris, 2019) tra i poeti della ricerca, della ricerca del “segno arcaico”, di quella difficile “Sincronia tra passi e cuore” che ci danno l’idea dell’esperienza creativa. Ma cosa fa di una poesia una poesia, ovvero qualcosa che non esprima unicamente la soggettività del momento ma che abbia in sé la tensione all’universale, che porti dentro un segreto come ci ricorda Ungaretti e prima ancora Leopardi? (continua qui)…

Annunci

“Un’immagine vale davvero più di mille parole?” di Doriano Zurlo (29/05/2019) – Vita.it

Da un interessante articolo di Doriano Zurlo è nata questa mia breve riflessione, pubblicata dapprima sui social

Prima leggete il post di Zurlo, qui!

 

A seguire, il mio commento:

“Un articolo interessante di Doriano Zurlo​ che invito tutti a leggere e che mette sulla tavola tanti temi da poter/dover sviluppare in separata sede; tematiche riguardanti la linguistica, la fisiologia della percezione… Oserei dire persino la poesia. Avrei voluto commentare sul sito ma non si può, lo faccio qui.

Tenterò di sbrogliare la questione cardine dell’articolo dicendo laconicamente che LA PAROLA È IMMAGINE: facendo svanire apparentemente il problema della parola che avrebbe superato l’immagine. Dicendo che la parola è immagine andiamo a demolire la classifica esistente tra i due mezzi. O almeno credo.

Anni fa scrissi un articolo riguardante le immagini dell’11 settembre a New York in cui ipotizzavo un pericolo inverso, ovvero che l’immagine inflazionata (e ritrasmessa in loop) degli aerei mentre si schiantano nelle Torri Gemelle potesse disattivare il significato delle parole, dei fatti, delle argomentazioni. Può essere?

Continua a leggere ““Un’immagine vale davvero più di mille parole?” di Doriano Zurlo (29/05/2019) – Vita.it”

Geoneurolinguistica

22007410_10155013487836527_8409984665738355632_n

“Geoneurolinguistica” ovvero di come il nostro modo di scrivere sia influenzato in maniera più o meno percettibile dal luogo in cui scriviamo (e non parlo di quiete e silenzio, necessari per concentrarsi): esistono influenze creative, al limite della spiritualità, che cambiano a seconda del posto, delle nostre esperienze passate che lo “impregnano” al di là dei semplici ricordi coscienti, del significato a volte occulto che lo caratterizza. Durante i periodici “ritorni” ci accorgiamo di ri-agganciare le vibrazioni di quel luogo e quando ripartiamo sentiamo come una sorta di “strappo” energetico non legato a un puro sentimentalismo o una nostalgia da distacco.

In realtà lo stesso concetto andrebbe esteso anche alle letture: ci sono libri che possiamo o vogliamo leggere solo in determinati luoghi e di fatto restano a guardia di tempi paralleli, dopo aver chiuso la porta dell’angolo dimensionale in questione, a presidiare discorsi lasciati in sospeso con noi stessi; libri che ci “aspettano” pazienti per essere finiti… Libri legati a spazi precisi, case, paesi, angoli geografici, energie non ben definite che rasentano la credenza religiosa o, se volete, la magia. Ambienti che accolgono e abbracciano certi libri e il loro senso, e ci aiutano ad attraversarli meglio di come potremmo fare altrove. Questa è geobibliofilia: amore per libri sposati (per loro natura o perché siamo noi a unirli in base a motivazioni personali dimostrabili ma non cedibili a terzi) a un determinato territorio o luogo familiare.
È vero, potrebbero essere letti ovunque (registrati attraverso gli occhi e il nervo ottico), ma con effetti blandi su cervello e cuore, perdendo un certo potenziale evocativo ispirato dai luoghi in cui determinati libri dovrebbero essere letti. Non vale per tutti i libri: ci sono testi cosmopoliti (la stragrande maggioranza dei libri oggi in circolazione è così), resi leggeri e “trasportabili” – riferendomi alle implicazioni argomentative e non all’oggetto-libro in sé – in ogni dove grazie a un’opera di omogeneizzazione da parte del marketing. E mi va bene! La “geolocalizzazione” del senso di un libro è un fatto del tutto personale…

Continua a leggere “Geoneurolinguistica”

Pomeriggi perduti (anticipazione editoriale)

 

Iris News, l’e-magazine delle Edizioni Kolibris, ha lanciato un’anticipazione editoriale riguardante la mia raccolta “Pomeriggi perduti” in uscita; per leggerla: qui!

Stay tuned!