Foliage

1294425_387520271375006_1641244596_o

Lo chiamano foliage
questo tripudio di colori ardenti
ma morenti, rantoli di linfa
da alberi che affondano radici
in antiche sorgenti sanguigne
per battaglie perdute nel tempo.
Riportano sotto il sole
malato d’autunno
la ruggine di spade celate,
le urla vermiglie
della storia nascosta.

Si accendono in rossi tramonti di foglie
le ultime speranze estive,
non si rassegna il contadino
strappando lembi di terra
alla verde memoria del mondo.

Non è ghiaia, ma ossa trite
quello che vedo, bianco e sparso,
concime umano
sulla strada del ritorno.

Ogni cerchio nel legno tagliato
è un aneddoto sussurrato
a orecchie stanche come muli di guerra,

perdonate il passante
che non ascolterà,
il grampasso distratto
da altre glorie terrene.

Passages

Washing and drying day by Jeffrey T. Larson

Riconosciute tra volti adulti
le bambine con cui giocavo
oggi sono mogli e madri,
non ricordiamo più i nomi
e gli acerbi giochi di vita,
le osservo da lontano
mentre raccolgono, annusando memorie
sparse nell’aria estiva
i panni asciugati
dal sole del tempo che passa.

I loro figli, quasi sullo stesso punto ereditato
si trastullano nel vento caldo con nuovi compagni,
rinnovata carne da cannone
per altre guerre esistenziali.
Un giorno, forse
dimenticheranno gli uni
i nomi degli altri,

sulle nostre povere storie
vola in alto indifferente
una lenta coppia di nibbi reali.

(immagine: Washing and drying day,

Jeffrey T. Larson)

video correlato

Il confine prescelto

nobody-home-2

Costruzioni semplici, pietra e metallo
refrattarie alla fama di storici moti
di terra che ammazza
con ferri esposti, fratture lente
fuori dalla carne di calce,
arrugginite dal tempo
tra malta e mattoni rotti
offrono riparo a esserini piumati
da brevi voli di speranza campestre,
ritocchi alla buona, pensati con fede
senza scalfire le amate decadenze,
sotto tetti aperti al creato
un favo pulsa d’ali
minaccioso come un fortilizio
alla vigilia di battaglie
nel deserto di volute quietudini.

Puntuale il fumo sereno di una locanda
sfida le nubi regine d’autunno,
macchie di corvi
a gruppi dispettosi
disturbano le inutili antenne
dell’uomo televisivo.

La sera accoglie l’innocenza cercata
i colori desiderati prima del buio,

è troppo facile, ogni volta
chiedersi cosa ci facciamo
su questo confine anonimo
tra le regioni dell’esistere
di noi pendoli amorali.

Macchie

john-invisible-illness

Ho raschiato, ammorbidendole col sudore
le gocce di vernice verde
cadute per sbaglio durante il lavoro,
ora il pavimento è quasi tutto lindo
come se fossimo tornati indietro
agli anni settanta dell’innocenza.
Si alternano zone pulite
ad altre rimaste sporche,
presto le prime, insolite
saranno di nuovo sudice.

Il tempo, il sole, la polvere nel vento
come le risposte attese da Dylan
gli insetti morti, la pioggia che lava l’aria
le cattive notizie dal mondo
il mio passeggiare aspettando l’acqua
simile a un pittore in cattività,
e il bianco tornerà ad essere grigio
perché questa è la condizione ideale
per scrivere della nostra decadenza.

(immagine: Saul Steinberg)

Lathe biosas

Orologio-da-Taschino-Bussola-depoca

C’è voglia di tornare indietro nel tempo
verso bianche tazze con latte e cacao
caldo lattosio mattutino che non serve agli adulti,
involuzione a forme semplici
di vita pubblica, con panni sporchi
da lavoro per diletto, pausa caffè
pezzenti e liberi in strada
come cani senza pudore.

C’è voglia di andare avanti nel tempo
verso immagini di se con panciotti
da borghese vegliardo di campagna,
doppio taschino e due catenelle d’oro
che partono dallo sterno dell’oblio
una per la cipolla del nonno
ormai teschio di ferroviere senza treni,
l’altra per la bussola, regalo di lei
premessa a futuri viaggi mentali
da qui, nella provincia d’appennino
cantata da Arminio e Lindo Ferretti
periferia del nulla che si crede centro
dolce confino in tempo di pace.

C’è voglia di presente
nel richiamo della parola
che vuole vivere ora
militante tra rumori d’altri poeti.
Nel frattempo, lathe biosas
vivi nascosto!

Strade di notte

night-697702_640

Persone amiche come antichi alberi
conosciuti da sempre
conosciute mai,
mi sono stupito ieri notte
per la luna sorgente
dietro i monti ad est,
tre quarti soltanto, rossi d’atmosfera
… se fosse stata la prima volta.

Somigliava, silenziosa e arcaica
a quella stessa notte
passeggiando da piccolo orfano
con te e le tue scarpe sgangherate
rumorose sull’asfalto sgretolato di campagna
tra mostruosi rami
illuminati da lampioni stanchi
d’essere divorati dal buio,

masticando, ancora verdi
semi di finocchietto selvatico
lungo la strada
di insegnamenti muti
ma con l’alito fresco.

“Pomeriggi…” nella biblioteca comunale di Baragiano (Pz)

Autori, cantautori, artisti baragianesi, sono stati invitati a donare una copia delle proprie opere in vista della creazione di una sottosezione della biblioteca comunale di Baragiano (Pz) dedicata alle firme “locali” provenienti da differenti campi artistici: tra i tanti che hanno risposto all’appello, il poeta Mariano Lizzadro, il musicista Gabriele Russillo, solo per citarne alcuni. Sperando in un futuro ampliamento della suddetta sottosezione coinvolgendo altre realtà limitrofe e in una migliore capacità comunicativa e organizzativa da parte dei promotori e dell’amministrazione.

Segue uno stralcio delle note bio-bibliografiche con cui ho voluto accompagnare la mia donazione:

“… Soprattutto nei suoi scritti poetici, pur senza mai nominare alcun luogo, fatto o personaggio, e non avvertendo l’esigenza di recuperare un certo “colorito locale”, è presente una forte “lucanità”, non sempre riconoscibile, che si esprime attraverso elementi naturali, ricordi personali, sprazzi di una quotidianità semplice in cerca di una collocazione universale…”.

È sempre indispensabile sottolineare le differenze con certi prodotti culturali locali eccessivamente impantanati in un tradizionalismo linguistico e in una ricerca dialettistica che hanno fatto il loro tempo!

“Décadent”, da Pomeriggi perduti (Ed. Kolibris)

Décadent


L’estetica del caos
esprime se stessa in un
decadentismo da giardino,
legni abbandonati al tempo
liberi di non pesare sulla storia
cancelli in preda a ruggini
come rughe mal curate
erba alta e uva marcia
tra capelli spettinati
dal vento dell’oblio.

Catene e lucchetti
incrostati d’avarizia
a contenere una natura
destinata a evadere,
foglie gialle e muschio
su strati di genie
immortalate da
un bianco e nero analogico.

Lascio ad altri
l’ossessione tassonomica
l’ordine delle cose per
sentirsi in pace
e il controllo sulla morte.

(tratta da “Pomeriggi perduti”, Edizioni Kolibris – 2019)

Baragiano: aforismi, proverbi, motti e frizzi

Ricevo dall’amico scrittore lucano Giuseppe Satriano e con piacere diffondo la notizia di questo evento culturale a Baragiano (Pz).