Reduce di pace

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Gli abiti usati in battaglia
reclamano azione pura
dagli armadi del tempo,
crollano le eroiche carni
testimoni graffiate di sovrumani
fatti, se immobili e sazie
ritornano vincenti all’amata
dimora dei gesti di pace,
alla pelle di lei, alle promesse,
ai lavori del congedo, alle armi
quotidiane
deposte prima della follia.

Come un dolce tarlo
dopo armistizi sognati
divora la ferma divisa
dei troppi giorni felici.

(ph M. Nigro)

– video correlato –

“I miei nonni”, PGR

I segnalibri del "Caffè Letterario La Luna e il Drago"

In occasione della Giornata Mondiale della Poesia (21 marzo), il “Caffè Letterario La Luna e il Drago” ha lanciato l’idea, assolutamente gratuita, del segnalibro personalizzato per i membri del gruppo.

Si legge nel post dell’iniziativa: “IL SEGNALIBRO personalizzato da distribuire cartaceo dove si vuole. Un segnalibro che avrebbe un fronte comune (quello con Alda Merini) per tutti gli autori e un retro con una poesia di ciascun autore e un suo recapito che può essere l’indirizzo di un sito web, se ne avete uno, o la mail o un numero di telefono per chi volesse. […] … segnalibro personalizzato che voi potrete stampare su cartoncino alla vostra stampante o meglio in tipografia (tipo mailboxes) nella quantità che riterrete opportuna e il 21 marzo (o anche qualche giorno prima) li potrete distribuire dove pensate che sia meglio: un evento a cui partecipate, un bar, a scuola ecc. ecc. Così da diffondere la poesia nella giornata mondiale dedicata.”

Questo qui sotto è il mio segnalibro personalizzato: chi volesse riceverlo per usarlo nella propria copia di “Pomeriggi perduti”, può contattarmi in privato.

FRONTE comune                                                     RETRO personalizzato

Ius soli

Tu sei la terra che abiti!
perché questa terra ha imparato
ad abitare in te,
lentamente come allora, serva libera
di infime culturae
ti culla il fiume lungo sponde teverine
testimone di schiavitù dai lembi esterni
dell’impero

fin dai primi respiri in esodo
di genitori raminghi senza re magi
assorbi ancora oggi il mio stesso
ossigeno inquinato da parole nere,
zigoti africani in salsa napoletana
si portano dentro ricordi ancestrali
di savane mai percorse
macchiati di ragù

si confondono con ironia e colore
a schemi mentali di fattura italica,
usi il dialetto dei miei padri
per azzittire piazze madonnare.

– video correlato – 

“Terra mia”, Pino Daniele

L’ora più buia

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L’uomo, le sue sconfitte, la parola.

La pietra scartata dai costruttori è divenuta testata d’angolo”: ho letto una volta in un libro molto importante; il reietto ripescato, l’escluso a causa dei suoi stessi fallimenti, il mediatore scomodo ma utile, l’inviso ai politicanti e ai diplomatici ad oltranza, il mal sopportato dal reggente, diventa la soluzione pasticciata ai problemi di un’intera nazione. Perché l’evoluzione nasce da un errore che diventa codice registrato e trasmesso ai discendenti dopo numerose prove di esistenza, non nasce dall’ordinario, da scelte senza rischio e dalla vita lineare. La guerra non si fa solo con le armi e gli uomini valorosi che offrono il petto al nemico sui campi di battaglia: un corpo bizzarro (antitetico a quello di dittatori vegetariani!), un personaggio eccessivo, sgraziato, viziato e grottesco, che la moglie nell’intimità ama chiamare “porcellino”, la sua parola maldestra e farfugliata – a malapena captata dalla povera segretaria personale che ha l’ingrato compito di dover dattilografare i futuri discorsi dell’improbabile statista messo lì a tappare buchi politici all’indomani dell’inizio di un conflitto mondiale – possono vincere una guerra.

Non ci sono insanguinati campi di battaglia alla Spielberg ne “L’ora più buia”, ma solo sprazzi di vita privata e politica di un alcolizzato godereccio, appassionato di sigari che deve resistere agli attacchi interni al gabinetto di guerra da lui stesso presieduto, prima ancora che a quelli di Hitler.

Continua a leggere “L’ora più buia”

7 poemas de “Tardes perdidas” (2019), de Michele Nigro

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Su Vallejo & Co., rivista elettronica di letteratura e arte, giunta al sesto anno di pubblicazione, è disponibile una selezione bilingue italiano-spagnolo di poesie dalla raccolta “Pomeriggi perduti”, in stampa per Edizioni Kolibris (prefazione di Stefano Serri, con una nota critica di Chiara De Luca).

Segue una poesia della selezione, quella che dà il titolo al libro, tradotta in spagnolo da Chiara De Luca…

Per leggere, invece, tutti i 7 poemas de “Tardes perdidas”, qui!

Un grazie di cuore a Chiara De Luca per la traduzione e alla Redazione di Vallejo & Co. per l’opportunità e l’ospitalità!

Tardes perdidas

(alabanza de la lejanía)

Apaguen los saberes

eléctricos por la tarde

los confortadores cacharros

las redes de mallas grandes

de las mentiras en colores,

las hojas impresas

destinadas al olvido

a mudanzas empaquetadas

con títulos expirados.

¡Apaguen todo!

La verdad custodiada

sin edictos

por el viento de verano

por nubes negras

y lluvias salvadoras

a mitigar sequedades

a descifrar sequías interiores

se posará como ungüento

sobre las heridas de la mente ofendida.

Continua a leggere “7 poemas de “Tardes perdidas” (2019), de Michele Nigro”

Poetry Sound Library, Riflessioni sulla voce al Macro di Roma

Onorato di essere uno degli autori inclusi in questa speciale “library” della voce poetica, che ha raggiunto mentre scrivo questo post quota 920 voci, segnalo la PRESENTAZIONE NAZIONALE DELLA MAPPA MONDIALE DELLE VOCI POETICHE al Macro di Roma.

Come dichiarato da Giovanna Iorio, fondatrice della Poetry Sound Library: “… Vi invito a venire al MACRO ad ascoltare queste che sono piccole perle sulla voce, sulla poesia, sul suono e sulla forza della parola…”