Concord

Matrixsnap

La pubblicità
fa più male se
l’ascoltiamo concentrati
o lasciamo che scivoli
sulla pelle distratta
dell’io consumatore?
Levatevi di tornio
piallate via il superfluo
colorato e danzante
del farci sentire speciali,
abbandonatevi come Thoreau
sulle sponde periferiche
di Concord.

Ci siamo dimenticati di noi stessi
tra queste quattro mura
accaldate e disperate,
del progetto iniziale
del perché siamo qui.

Sordi ai richiami della vita
spegniamo anni
come candele avanzate
da possibili passati.

Annunci

Festival Salerno Letteratura 2019

164 eventi, 172 scrittori, scrittrici, poeti, affiancati da più di 60 conduttori e performer. Con ospiti provenienti da 23 Paesi (e 4 continenti) la settima edizione di Salerno Letteratura Festival, già dal 14 GIUGNO, e fino al 23, presenta il programma più ricco di sempre con tanta narrativa, attualità, spettacoli e lo SpazioRagazzi. Scoprilo adesso su http://www.salernoletteratura.com/ e a breve su SalernoFestivApp.

62536947_1235142966663674_1149627745727152128_o

“Avvenire”, 9/6/2016: Pierangela Rossi su “Pomeriggi perduti”

Sul quotidiano nazionale “Avvenire” di oggi, 9/6/2019, nella rubrica culturale Agorà, nota a firma della giornalista Pierangela Rossi sul mio libro “Pomeriggi perduti” (Edizioni Kolibris)…

Continua a leggere ““Avvenire”, 9/6/2016: Pierangela Rossi su “Pomeriggi perduti””

Bar Epoché

Ristorante-bistrot-cafe_de_flore-Parigi

Essere soli tra la folla
seduti, in silenzio
pazienti come cacciatori
di verità umane su volti passanti,
sospendere il giudizio
o criticare con leggerezza.
Assorbire esistenze, registrarle
su taccuini di vetro scuro,
sentirsi parte del flusso urbano
e levigata pietra immobile
ai margini della corrente.

Quante facce nuove, perlate di affanni
alcune ripassano, simili a déjà vu,
sport estivi, osservazioni da bar
cercare senza risolvere
una poetica della città.
Attendere l’occasione giusta
per capire cose non scritte nei libri,
imparare per caso
saperi sospesi tra la gente.

Perché non possiamo dirci “slammer”

10413386_10152333029223768_3213190313172203637_n

Contro presentazioni, reading e “poetry slam”

Dicono che quando si pubblica un libro poi bisognerebbe presentarlo, almeno far sapere al mondo che esiste, che ha cominciato a camminare tra le librerie, parlarne dal vivo con potenziali lettori schierati come in un plotone di esecuzione, farsi trafiggere come San Sebastiano dalle loro curiosità e dai loro pruriti da gruppo di lettura… Presentare, come a voler dire: “Ti presento Libro!” – “Ah, piacere: io mi chiamo Lettore!” – “Piacere, Libro!”. Fatte le presentazioni ognuno se ne torna a casa propria, sperando che qualcuno si porti dietro Libro per una notte di fuoco o anche solo per una romantica cena a lume di candela. Parlare di Libro dal vivo, sì, ma perché? Riparlarsi addosso dopo averlo concepito, perché? Un po’ come spiegare morbosamente l’amplesso dopo che è nato Figlio. Se è già scritto tutto in Libro, che bisogno c’è di far ripetere ad Autore cose che i lettori troverebbero leggendo Libro comodamente seduti sul divano di casa e con il rischio che Autore, non sapendo fare le presentazioni, allontani il pubblico invece di avvicinare Libro ai lettori? Molti autori, diciamocelo, risultano più simpatici quando si presentano idealmente e non in carne e ossa ai propri lettori: quante delusioni, quante mitizzazioni infrante, quante idealizzazioni della figura dell’autore andate in frantumi. E per cosa? Per non aver saputo rinunciare al “contatto umano”, alle sacrosante esigenze del marketing, al firmacopie (“Me lo rende unico maestro?” chiedeva il postino di Troisi; calcolando che in fila per l’autografo ci sono sempre decine di “postini”, fate voi il calcolo di quante “unicità” sarete padri o madri), allo “spiegone” post-editoriale, alla domandina da farsi fare alla fine della presentazione, alla stretta di mano e al selfie con l’autore che giustamente si dimostrerà irritato e “poco umano”. Addio ideale di autore, addio passione per le sue storie e i suoi personaggi, addio sacralità dell’eroe scrivente che avevamo costruito pazientemente nel nostro immaginario… Se “Misery non deve morire”, mandate un’e-mail all’autore senza stalkerarlo o spezzargli le ossa.

Poi ci sono quelli che, non contenti del semplice contatto autore-lettore, vogliono la sfida con i “colleghi”, la agognano perché solo così si sentono vivi e motivati, cercano nuove emozioni in gare improbabili e inutili, sulla falsariga di “Amici” di Maria De Filippi; si appassionano solo se vedono scorrere il sangue letterario dell’avversario sotto forma di versi recitati e sputati dalla bocca tra una performance e l’altra su un pubblico da Colosseo poetico. “Ispanico! Ispanico! Ispanico!”

Continua a leggere “Perché non possiamo dirci “slammer””

“Un’immagine vale davvero più di mille parole?” di Doriano Zurlo (29/05/2019) – Vita.it

Da un interessante articolo di Doriano Zurlo è nata questa mia breve riflessione, pubblicata dapprima sui social

Prima leggete il post di Zurlo, qui!

 

A seguire, il mio commento:

“Un articolo interessante di Doriano Zurlo​ che invito tutti a leggere e che mette sulla tavola tanti temi da poter/dover sviluppare in separata sede; tematiche riguardanti la linguistica, la fisiologia della percezione… Oserei dire persino la poesia. Avrei voluto commentare sul sito ma non si può, lo faccio qui.

Tenterò di sbrogliare la questione cardine dell’articolo dicendo laconicamente che LA PAROLA È IMMAGINE: facendo svanire apparentemente il problema della parola che avrebbe superato l’immagine. Dicendo che la parola è immagine andiamo a demolire la classifica esistente tra i due mezzi. O almeno credo.

Anni fa scrissi un articolo riguardante le immagini dell’11 settembre a New York in cui ipotizzavo un pericolo inverso, ovvero che l’immagine inflazionata (e ritrasmessa in loop) degli aerei mentre si schiantano nelle Torri Gemelle potesse disattivare il significato delle parole, dei fatti, delle argomentazioni. Può essere?

Continua a leggere ““Un’immagine vale davvero più di mille parole?” di Doriano Zurlo (29/05/2019) – Vita.it”

Che cos’è la web poetry?

… per i 200 anni di Walt Whitman…

61091076_2199973553390397_4982060483088482304_n

… Afferma il mitico Professor John Keating, interpretato dal compianto e indimenticabile Robin Williams, sempre nel film “L’attimo fuggente” (Dead Poets Society) del regista Peter Weir: <<Non leggiamo e scriviamo poesie perché è carino: noi leggiamo e scriviamo poesie perché siamo membri della razza umana; e la razza umana è piena di passione…>>. Una passione destinata a divenire semplice pratica onanistica se non fosse corroborata dall’interazione tra autore e lettore: il web ha solo accelerato, diversificato e amplificato questa necessaria interattività, non l’ha inventata…

N I G R I C A N T E

565953-9d4e0a86-21ae-11e4-bee2-80d82dcd29df

 dedicato a Robin Williams/John Keating

 

Che cos’è la web poetry?

(interattività, multimedialità, ipertestualità)

Alla domanda “che cos’è la web poetry?” (tristemente somigliante all’interrogativo “che cos’è la poesia?” del Professore emerito Jonathan Evans Prichard evocato, e giustamente sbeffeggiato, nel film “L’attimo fuggente”) si sarebbe tentati di rispondere in maniera sbrigativa affermando che trattasi semplicemente di poesie pubblicate in internet, su blog, siti specializzati, social network… Quelli della mia generazione hanno vissuto e vivono a cavallo tra un’epoca cartacea e una digitale: prima dell’acquisto del mio primo personal computer per me poesia era sinonimo di antologie scolastiche, piccole biblioteche casalinghe, libri di poesie di famosi poeti da acquistare in libreria, antologie sfornate dai vari concorsi letterari sparsi in questa penisola di santi, poeti e navigatori. Poi con l’avvento del web 2.0 è accaduta una cosa straordinaria: la poesia, non più relegata nel meraviglioso mondo dei libri di carta…

View original post 2.518 altre parole

“L’assedio della poesia 2020”

53252993_2718003121758875_7551124845119930368_n

PREMIO LETTERARIO “L’ASSEDIO DELLA POESIA 2020”

La casa editrice Kairòs insieme al poeta Antonio Spagnuolo (in foto) organizzano il Premio per poesie inedite dal titolo “L’assedio della poesia 2020”, ispirato alla collana edita negli anni ’80 del secolo scorso.

REGOLAMENTO
REQUISITI PER LA PARTECIPAZIONE
1) La partecipazione è aperta a chiunque, italiano o straniero, abbia compiuto il diciottesimo anno di età alla data del 3 giugno 2019.
2) Sono ammesse poesie inedite in lingua italiana a tema libero che non superino i trentacinque versi.
3) Ogni partecipante può inviare una sola poesia
4) Le poesie dovranno essere inviate in otto copie di formato cartaceo dattiloscritte con carattere Times New Roman, corpo 12.
Ogni copia dovrà inoltre contenere in calce:
• Le generalità dell’autore (nome, cognome, luogo e data di nascita, indirizzo, numero di telefono, email);
• La seguente dichiarazione: “Il sottoscritto (nome e cognome) dichiara che la presente opera è originale, inedita e non viola i diritti d’autore o di proprietà intellettuale di terzi. Concede sin d’ora, senza avere nulla a pretendere, alla Kairòs edizioni, il diritto di pubblicazione e di diffusione con qualsiasi mezzo”.
5) La partecipazione al Premio è gratuita

Continua a leggere ““L’assedio della poesia 2020””

Chiara De Luca legge “Pomeriggi perduti”

Una lettura della poesia che dà il titolo a “Pomeriggi perduti” (Kolibris 2019) di Michele Nigro.
Voce di Chiara De Luca

Vendesi anima

24796240_1530400997066796_4944906573698488693_n

Ci salveranno i colori
i suoni, gli odori
tracce di memoria
dopo olocausti di senso.

Batuffoli di pioppi
spinti dal vento
insieme a panni stesi
corrono nell’aria
come fiocchi di neve
in primavera.

“Vendesi terreno
edificabile”, minacce
su cancelli arrugginiti
dal tempo avaro.
Quando ci priverete
anche dell’ultimo
scorcio di verde speranza,
quando il rifugio pensato
per alleviare il passo
dalle storture dell’esistenza
subirà l’assedio finale,
l’anima assetata di belle visioni
si rimetterà in viaggio
verso altri pianeti
non raggiunti dall’uomo.