Poesie minori. Pensieri minimi, volume 2

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[…] Questa seconda silloge, creata con “materiali di risulta”, come è stato per la prima pubblicata nel 2018, non vuole essere un ostentato elogio della brevità (perché in alcuni casi, pochi in realtà, non si troverà un testo breve) ma il tentativo di definire questo confine, mescolando poesie minori con pensieri minimi, senza fornire indicazioni per distinguere le une dagli altri. Sarà il lettore a separare, in base alla propria sensibilità ed esperienza, le poesie-pensiero dai pensieri poetici. Qualora ve ne fossero. Poesie e pensieri non sprovvisti di ironia, di un piglio dissacratorio, severo, lapidario, a volte rabbioso, di sfumature irriverenti, di parole eccessivamente “quotidiane”. Correndo il rischio di essere sottovalutati o fraintesi, anche se tutto è già stato previsto. Perché, forse, rischia di prendersi troppo sul serio solo chi non sa cogliere nell’apparente banalità la potenziale lungimiranza di un messaggio breve o scanzonato.

Non lasciatevi ingannare dalla gratuità della distribuzione di questa silloge: quando accettiamo un dono, in realtà cediamo all’Autore del regalo una piccola porzione della nostra anima; mentre sorridiamo o riflettiamo tra un pensiero leggero e l’altro, lo abbiamo già ripagato con una moneta che non appartiene a questo mondo.

(dalla Premessa)

[…]

Salutarsi prima delle ferie
è solo un modo di dire,
si continua a stare nel centro trafficato
del cuore agitato d’inverno
anche lontani mille miglia
dalla sciagura dell’esserci.

Ma come fa ogni volta Settembre
a salvarci dall’incuria dell’estate?
Quale magia ci riporta indietro
nel ricordo delle cose sensate?

[…]

DOWNLOAD:

versione pdf gratuita: Poesie minori. Pensieri minimi – volume 2

Per leggere Poesie minori. Pensieri minimi – volume 1: QUI!

Rodolfo Lettore legge “Goccia a goccia”

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Rodolfo Lettore legge “Goccia a goccia”, un mio inedito pubblicato qui!

C-Cinque + 1 – Blogger – Pomeriggi perduti

1) Ciao Michele. Riesci a dirci in 5 punti perché hai aperto un tuo blog, e perché qualcuno dovrebbe passare a dargli almeno un’occhiata?

“Pomeriggi perduti” è il nome del mio blog ma è anche il titolo della raccolta di poesie che ho pubblicato con le edizioni Kolibris nel 2019; 2) aprirlo non è stata solo una mossa autoreferenziale di book marketing; 3) è un blog che parte dal mio libro, dai miei nuovi inediti, ma guarda oltre, occupandosi dei libri di altri autori, di letteratura (soprattutto poesia), di cinema…; 4) gli esperti consigliano di fare blogging con messaggi brevi, leggeri, perché i lettori non hanno più tempo e capacità di concentrazione: io rispondo che se hanno troppa fretta è meglio non fermarsi proprio sul mio blog dove ci sono anche post lunghi e che necessitano di un minimo di riflessione; 5) in confronto all’altro mio blog “storico” – il blog esperienziale “Nigricante” – che è ancora online anche se non posto più nulla su di esso da un anno, con “Pomeriggi perduti” credo di aver raggiunto una certa maturità contenutistica e dal punto di vista grafico è meno saturo e più maneggevole.

C-Side Writer

CCinque + 1le cinque domande +1 di Salvatore Stefanelli con il contributo di Marco Ischia e CSide Writer

Cinque domande + 1, sempre le stesse, per un botta risposta con chi parla di libri e scrittura sul web, per scoprire questo mondo, per conoscere in maniera diversa la carta stampata… e in digitale ovviamente!

1) Ciao Michele. Riesci a dirci in 5 punti perché hai aperto un tuo blog, e perché qualcuno dovrebbe passare a dargli almeno un’occhiata?

Pomeriggi perduti” è il nome del mio blog ma è anche il titolo della raccolta di poesie che ho pubblicato con le edizioni Kolibris nel 2019; 2) aprirlo non è stata solo una mossa autoreferenziale di book marketing; 3) è un blog che parte dal mio libro, dai miei nuovi inediti, ma guarda oltre, occupandosi dei libri di altri autori, di…

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Poesia senza mecenati

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Poesia senza mecenati

 

“… Clamori nel mondo moribondo…”

(Franco Battiato)

Esistono, forse da sempre, due tipi di poesia: c’è una poesia famosa, sostenuta e promossa dalle masse (anche da quelle che non l’hanno mai letta e non sanno nulla di poesia), che motiva i mecenati e attira i “fan”, acclamata e distribuita per inerzia, spinta più da clamori sociali e da partiti presi che da un’effettiva validità letteraria; una poesia cosiddetta “civile” – figlia anch’essa del “pensiero unico” applicato alla letteratura? -, incentivata dalle vicende personali dell’autore e dal presenzialismo che ne consegue, il cui testo passa in secondo piano perché il primo piano è occupato dalla figura del personaggio, dalla sua immagine eclatante che rappresenta la novità, lo scandalo, lo strappo alla normalità, il gap epocale, il politicamente corretto in cerca di consensi attraverso i versi di una poesia.

Molteplici i fattori che possono corroborare una poetica famosa: una diversità generica, un percorso di riassegnazione sessuale (transgenderismo), un handicap fisico o mentale, un diverso orientamento sessuale, un’ingiustizia sociale subita, una disabilità relazionale, un qualcosa che prima di assestarsi in ambito poetico sia in grado di circolare tra la gente per mezzo dell’informazione generalista. È il fatto in sé che lo richiede, non è il poeta che ricerca (almeno non inizialmente) un certo clamore mediatico. A passare, a bucare lo schermo poetico, è la mancata accettazione della diversità divenuta – ahinoi! – tema principale di una ricerca disoggettivizzata, attraverso il racconto poetico della discriminazione vissuta o del percorso psicofisico personale, e non la poesia. La poesia, quella vera, è stata già uccisa molto tempo prima della pubblicazione del libro famoso.

Il “successo poetico” che ne consegue è effimero, anche se quantitativamente consistente dal punto di vista editoriale; si tratta di un successo studiato a tavolino e fortemente voluto da potenti mecenati già affermati in ambito letterario, decisi a lanciare un nuovo “prodotto” in linea con i tempi: si potrebbe infatti parlare di instant poetry; è una poesia che ammira se stessa, è fine a se stessa e insegue se stessa, come nel simbolo dell’Uroboro o nel quadro intitolato “Noi, Vittorio Sgarbi” del pittore Rocco Normanno; una poesia buona per il divano della D’Urso o per la piazza de “I Fatti Vostri”, che non può occupare un tempo di senso sulle lunghe distanze ma che soddisfa l’esigenza del momento (del poeta e di altre persone che hanno vissuto un’esperienza simile o di lettori politicamente solidali ad essi), che segue la moda travestita da battaglia civile, descrivendo l’evento soggettivamente, senza donargli la necessaria universalità che trasforma una poesia in Poesia.

La poesia, è vero, nasce (anche) dall’esperienza esistenziale dell’autore ma di questa non ne dovrebbe mai diventare la schiava, almeno non apertamente, (così come non ne dovrebbero diventare schiavi i suoi lettori o il poeta stesso!), cercando sempre una rielaborazione più faticosa, spalmata nel tempo, resa impersonale e che non conduce a una comprensione facilitata delle istanze del poeta immediatamente riconoscibili nel verso o a un successo istantaneo ottenuto stimolando la “pancia” di un certo bacino di utenza.

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Recensioni a “Pomeriggi perduti” (work in progress)

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Recensioni alla raccolta “Pomeriggi perduti” (Kolibris, 2019), elenco parziale:

Liberi di scrivere

CARTESENSIBILI

NiedernGasse

Carteggi letterari (Pillole di poesia)

Poetarum Silva

Poetrydream

Poeti del Parco

Blog di Rita Caramma

La Sicilia (quotidiano)

Laboratori Poesia

Le stanze di carta

Il giardino dei poeti

Poesia del nostro tempo

Poliscritture

La presenza di Èrato

Lib(r)eriamoci

Avvenire (quotidiano)

 つづく

(ultimo aggiornamento: 17/2/2020)

Per ordinare il libro: QUI!

“Amorose retoriche” su Le stanze di carta

Nuova selezione e pubblicazione di poesie per Le stanze di carta: la mia poesia “Amorose retoriche” per l’inedito del giorno. Grazie a Ilaria Cino e alla Redazione di Le stanze di carta per l’attenzione, la lettura e l’ospitalità…

amorose su stanze

eBook n. 103: Il momento della partenza, di Michele Nigro [Saggio], LaRecherche.it

Il momento della partenza
Analogie e differenze tra gli esempi di Manzoni e Tolkien

La semplicità di questi personaggi creati dalla fantasia di Manzoni e Tolkien rende necessaria l’intermediazione (e non solo per fini narrativi) di figure importanti e trasversali come fra’ Cristoforo e Gandalf: il primo, strumento della Provvidenza, è il ‘padre spirituale’, il ponte tra Dio e la ‘povera gente’, è colui che non compie magie ma ‘combatte’
il nemico ricordandolo nelle sue preghiere; Gandalf è un vecchio saggio, uno ‘stregone’ (nell’accezione più esoterica e sapiente del termine) che conosce la Natura (umana, sovrumana e soprannaturale), interpreta i segni, consulta antichi testi, conosce lingue dimenticate, combatte il nemico utilizzando una conoscenza che non traspare mai se non nei momenti drammatici della ricerca.

Sorgente: eBook n. 103: Il momento della partenza, di Michele Nigro [Saggio], LaRecherche.it

2 poesie su “Arcipelago itaca” blo-mag n.30

Due poesie tratte dalla silloge “Dopo i pomeriggi perduti”, finalista alla 5ª edizione del Premio Nazionale editoriale di Poesia “Arcipelago Itaca” (2019), sono state pubblicate sulla 30ª apparizione di “Arcipelago itaca” blo-mag, nella sezione “Piccola Antologia” (pag. 120).

Un sentito grazie alla Redazione del blo-mag e alle Edizioni “Arcipelago itaca”…

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