Crudeltà

02mani

Bucando l’asfalto con un chiodo
ho visto zampillare il sangue
sotterraneo e caldo
della storica crudeltà
reggente il mondo
fin dall’alba.

Era il gatto con l’anca spezzata,
il cucciolo sbranato dal potente,
le mammelle inturgidite di una madre
senza più figli da allattare.
Era il monotono latrato notturno
del cane prigioniero,
il vagito del neonato tra i sacchetti,
la fiduciosa falena ignorante
bruciata dalla sensuale luce blu.
Era il colombo schiacciato
dall’auto decisa,
l’albero tagliato
da capricci istituzionali,
il paziente nido di rondine
sfrattato dal muro,
la pianta sradicata
perché senza fiori,
il calcio al ventre del randagio,
il pesce nella boccia di vetro
che sogna oceani.
Era il pitone abbandonato
sulla Salerno-Reggio Calabria,
la madre nell’ospizio
tra piscio, semolino e Radio Maria,
il veleno per i passerotti,
l’intelligenza nazista
applicata alle zanzare,
il vecchio torvo
col bastone severo,
la nidiata affogata per gioco,
il corpo mummificato del vicino
davanti alla tivù
e la cassetta postale
piena di bollette scadute.

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Cultura non richiesta

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Gentili messaggi sottocutanei
da elettrodomestici parlanti
informano la massa umana
su trame indesiderate.
Portatori sani di metadati
ricompongono sorridenti e ignoranti
l’impercettibile puzzle del sistema.

Anche il frammento è potente.

La molecola linguistica
agisce sull’azione di un uomo
nato schiavo.
Spegnere tutto sarà inutile.

(tratta dalla raccolta “Nessuno nasce pulito” – ed. nugae 2.0, 2016)