“Carte nel buio”, booktrailer #2

Grazie a chi in queste ore e settimane sta acquistando una copia di “Carte nel buio”

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Un “poetico” quesito…

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Da tempo ormai mi balena in testa un quesito a cui io personalmente ho cominciato a dare un abbozzo privato di risposta; non mi dispiacerebbe, tuttavia, se questo mio dubbio personale diventasse terreno di confronto e quindi domanda d’inizio per una discussione collettiva da lanciare su questo mio blog e sui social, se ovviamente riterrete tale mia curiosità stimolante e degna di argomentazione:

“Se un poeta dimentica le origini di una propria poesia, non ne riesce più a rintracciare le motivazioni creatrici e il momento storico personale in cui l’ha concepita, è segno negativo di superficialità, di non importanza dei propri versi, oppure è un segno positivo perché significa che ha raggiunto un grado di diluizione della propria poetica al punto che non è più importante risalire alle motivazioni dell’atto creativo e al suo momento? Mi spiego meglio: se la poesia è il risultato della ‘condensazione’ di una ricerca interiore sull’indicibile, sull’inspiegabile, sull’insondabile, il non ricordare più il punto di origine di un proprio componimento potrebbe essere considerato come il raggiungimento di un grado di liberalizzazione della propria poetica dai lacci della razionalità e della classificazione poetica? Il poeta può permettersi di perdersi e di perdere di vista il ‘primum movens’ oppure è solo il lettore che deve affidarsi a ciò che la poesia letta gli trasmette senza essere obbligato (almeno in un primo momento) a conoscere la ‘storia’ del componimento?”.

Grazie per le vostre eventuali gradite risposte!

Michele Nigro

versione pdf: Un “poetico” quesito…

Sangue sparso



Rosso fluido prestato a un mondo anonimo
abbandoni il pulsante fiume caldo della passione
verso sfortunate vene in attesa di nuova vita.
Emodinamica medievale e studi a gravità zero,
educati salassi in bilico sulla tortura
gabbano sorella morte corporale.

(tratta da “Nessuno nasce pulito”)

Matria

Dalle Veneri paleolitiche alle sportive spartane. La condizione delle donne  nell'antichità attraverso celebri reperti - ArtsLife

Il nome esatto non è patria,
la fonte materica del corpo
statuetta votiva dell’essere
l’origine dei cognomi nascosti
dei riti tradotti in cristiano,
l’orecchio prestato al primo vagito
è della lingua che è madre di parole

la terra che accolse il sangue credente
la poesia dei giorni passati
la partoriente di attese e speranze,
un cuore deluso e trafitto è il suo
materno ed eterno
come una storia senza cronaca

è il luogo dei figli svezzati con dolore
lanciati al mondo dopo il trapasso,
dimora di libertà coraggiose
testimone di quel che accadrà

terra delle madri,
il suo nome pagano
il nome della nostra casa
dovrebbe essere ‘matria’.

(immagine: la “Venere di Willendorf”)

Recensioni a “Carte nel buio” (work in progress)

Recensioni (e segnalazioni) alla raccolta “Carte nel buio” (ed. nugae 2.0, 2024), elenco parziale:

Maria Teresa Iacolare su “Carte nel buio” (recensione Amazon)

Davide Morelli su “Carte nel buio” (recensione per “La gilda dei lettori”)

“Carte nel buio” su Sentieri di Cartesensibili (recensione di Fernanda Ferraresso)

“Carte nel buio” su La Nicchia dei Lettori (segnalazione e recensione a cura di De)

“Carte nel buio” su Margutte (segnalazione)

Sandro Battisti su “Carte nel buio”

Ilaria Cino su “Carte nel buio” (recensione Amazon)

“Carte nel buio” su Il giardino dei poeti (segnalazione)

“Carte nel buio” su Pro Letteratura e Cultura (segnalazione)

“Carte nel buio” su Pubblicazioni Letterariae (segnalazione)

“Carte nel buio” su La nicchia di Giorgio Anelli (segnalazione)

“Carte nel buio” su La poesia e lo spirito (segnalazione)

Nota a “Carte nel buio”, di Franca Canapini (La casa del vento)

Nota a “Carte nel buio”, di Franco Innella

(ultimo aggiornamento: 17/10/2024)

Per ordinare il libro: QUI!

Nota a “Carte nel buio”, di Franco Innella

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Io e Michele, nei nostri incontri davanti ad una tazzina di caffè al bar, abbiamo tanto parlato della situazione della poesia odierna e anche della dolorosa deriva che essa vive. Ci siamo interrogati sul destino del poeta e della poesia in generale nella nostra società, siamo rimasti allibiti davanti alla crisi che la poesia e la cultura in generale vivono in Italia, all’ultimo posto in Europa per la lettura dei libri. Ma non ci siamo arresi, abbiamo deciso di continuare a percorrere la strada della poesia. E così leggo con piacere questo nuovo lavoro di Michele – Carte nel buio – che è diviso in varie sezioni, quasi a voler dare al lettore uno spaccato preciso del suo poetare che è allo stesso tempo un recupero di se stesso, o forse come direbbe Sylvia Plath “del proprio Sé poetico” che si oppone a quello empirico.

Ogni poeta, come direbbe Pavese, ha la sua terra incognita, ed è impegnato in un lavoro di scavo interiore. Michele non è un poeta metafisico, né post-ermetico e neanche impressionista, e non usa un linguaggio estremamente intellettuale. Egli è legato al mondo contemporaneo con il quale giunge ad una non sopita conflittualità. Ma è anche un sapiente evocatore del mondo delle figure parentali, dell’eros, della morte. Una poesia che trabocca di vita e che esce dall’ambito accademico per inoltrarsi nel mondo di tutti i giorni.

Concludo dicendo che le poesie del testo mi sono piaciute tutte e in particolare una mi ha colpito; Gechi: “… Le urgenze del mondo / i soliti guai con cambi di forma / non raggiungono il gesto abituale / dell’uomo calmo che torna dalla terra. / È questione di dove sono posizionati / gli elettroni intorno al nucleo, / quelli periferici sono lenti, / solo spostandoli verso il centro dell’inutile esserci / si agitano, velocizzano la rotazione / inseguono come falene le luci dei bar / per dimenticarsi della fine.”

“Carte nel buio”, booktrailer #1

Michele Nigro legge “Libri usati” tratta dalla raccolta “Carte nel buio” (ed. nugae 2.0 – maggio 2024)

Per leggerla: https://amzn.eu/d/2LIUBfZ

“Carte nel buio” (poesie / 2019-2024)

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“Carte nel buio” (poesie / 2019-2024), ed. nugae 2.0 – 1a edizione: maggio 2024; prefazione di Carla Malerba, postfazione di Emma Pretti.

Disponibile al seguente link:

https://www.amazon.it/dp/B0D37RYDT1

“Ma è soprattutto la profondità simbolica che caratterizza l’intera raccolta. Nell’autore poesia è bellezza, è amore, è musica, è silenzio, invocazione laica e sobria pazzia; e mentre si dissolvono nella memoria le note di Brassens, evocatrici di un dolce tempo che non torna, i versi di Carte nel buio ci accompagnano pervasi da una sottile malinconia per tutto ciò che vita dà e non restituisce, se non nel ricordo.” (dalla prefazione di Carla Malerba)

“La poesia di Michele Nigro, caratterizzata da componimenti di discreta ampiezza raccolti in sezioni – quasi una scansione in capitoli – non è una poesia narrativa ma è la poesia di un narratore, e non potrebbe essere altrimenti dal momento che Nigro nella sua produzione è anche narratore in prosa dai temi più diversi…” (dalla postfazione di Emma Pretti)

“Carte nel buio, come un’ingenua speranza poetica che avvolta dalle tenebre dell’epoca procede fiduciosa in direzione di luci lontane: che siano stelle o luci artificiali di città future non è dato saperlo; la speranza, tranne quella cristiana, non si basa su certezze di fede. Perché è solo stando al buio che si può intravedere l’uscita sperata, il varco luminoso sulle seconde vite…” (dalla Premessa dell’Autore)

Dieci inediti per “Frequenze Poetiche” n.39

Bel modo di cominciare Maggio!
Alcune mie poesie inedite sul n.39 della prestigiosa rivista “Frequenze Poetiche” curata dall’instancabile Giorgio Moio che sentitamente ringrazio!
Per ora, attendendo il cartaceo, in versione digitalmente sfogliabile: QUI!
FP 39
Sommario:
POETI – ARTISTI – PERSONAGGI DA RICORDARE
– Carmen Moscariello, Il profetico senso della vita nella poesia
di Amelia Rosselli; John Suiter, Last post/L’ultimo comunicato (tradotto dall’inglese da Alberto Rizzi).
FRESCHI DI STAMPA
– Marco Palladini, Creando Chaos.
POESIA ITALIANA CONTEMPORANEA
– Michele Nigro, Dieci poesie inedite.
POESIA STRANIERA
– Du Fu, Canto cinquecento caratteri e altre poesie (tradotto dal cinese da Giancarlo Locarno).
CRESTOMAZIA
-Testi verbovisuali di: Carlo Bugli, Valentina Casadei, Alfonsina Caterino, Maria Benedetta Cerro, Fernanda Fedi, Aleq Garrigóz, Anna Maria Giancarli, Gino Gini, Lucia Longo, Giorgio Moio, Alberto Rizzi, Gian Paolo Roffi, Pete Spence, Alberto Vitacchio.
POESIA VISUALE – SCRITTURE ASEMANTICHE – ARTI VISIVE
– Aa. Vv., “Risvolti”: 20 anni di linguaggi in movimento (con introduzione di Stefano Taccone e poesie visive esposte nella mostra curata da Carlo Bugli e Giorgio Moio nel mese di febbraio al “Movimento Aperto”, Napoli, di Ilia Tufano).
PROSA – AFORISMI – HAIKU
– Laura D’Angelo, Stagioni. Luciana Gravina, Elegia per Colonia; Giuliano Romano, Il fumatore scostumato.
DISCUSSIONI – INTERVISTE
– Aa. Vv., La poesia, nonostante una società avversa, è dispo-
sta a sperimentare forme sempre nuove di espressioni? Se sì,
come e perché? Se no, perché?
LETTURE – RILETTURE
– Carlo Bugli, Appunto interlocutorio per “L’@nticamera del
cervello di Antonio Vitolo; Maria Pina Ciancio, Leonardo Sinisgalli sulla poesia. La poesia non è un uovo o una perla e i poeti non sono figli del Sole; Mario M. Gabriele, “Finzioni. Interviste fantasma” di Giorgio Moio; Luciana Gravina, “La strategia del terrone” di Gianfranco Martuscelli.