“Pomeriggi…” su Margutte

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Su Margutte, Non-rivista online di letteratura e altro, curata da Silvia Pio e Gabriella Mongardi, una gradita segnalazione alla raccolta “Pomeriggi perduti” per la rubrica La voce di Calliope. Un grazie alla Redazione!

Per leggere su Margutte: QUI!

Lamentazione per il Signor Ics

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Dove sono le doloranti fila in posa
davanti ai feretri del gramo poeta
e dei filosofi noiosi le camere
ardenti di idee non morte
in libri ignorati da masse
bisognose di carezze kitsch
e paillettes tra piatti da lavare e sogni
infranti come lampadine sotto stivali,

– catodico è il facile consenso
già masticato da trucco e parrucco,
predigerito è questo nostro amore
che batte il tempo
alla canzone del momento –

dove il cordoglio fatto marea di fiori
per le non principesse sfortunate
e i non re di imperi a buon mercato.
Quando la veglia funebre
per l’impopolare signor ics
e lo stonato portinaio dei nostri averi,

– ore e ore sotto il sole ignorante
per un selfie col morto,
lo chiamano omaggio (ma a sé stessi!),
lo scrittore mondano va in tv
perché ha capito il congegno
e vuol essere amato come una soubrette –

nella chiesa dei non artisti
a quando l’affollata messa
per chi del proprio giorno ormai finito
ne ha fatto un’arte di sopravvivenza?

versione pdf: Lamentazione per il Signor Ics

“Pomeriggi perduti” su Periodico Daily

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Ringrazio la giornalista Elena Canini per questa interessante, articolata e ben curata recensione/intervista alla mia raccolta “Pomeriggi perduti”, e l’e-magazine “Periodico Daily” per l’ospitalità…

“… Cosa le trasmette la poesia?

Quando leggo i “grandi” cerco di assaporare i loro versi e attraverso essi di riconoscere le esperienze esistenziali che li hanno direttamente o indirettamente influenzati. Ma più di ogni altra cosa, cerco di riconoscermi nel messaggio universale (quindi rivolto anche a me) che veicolano. Solo così la poesia “degli altri” diventa mia. La mia poetica, invece, come quella di ogni poeta, prende vita da un atto di “ricezione”: come antenne nel cielo, scriviamo ciò che percepiamo. Il trasmettere ad altri, il pubblicare, è una scelta secondaria che non deve mai prendere il sopravvento sulla sacralità della creazione…”

Per leggere l’intera recensione/intervista: QUI!

versione pdf dell’intervista: Intervista a Michele Nigro per “Periodico Daily”

“Pomeriggi perduti” su Leggere:tutti

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Una bella, originale e interessante recensione alla mia raccolta “Pomeriggi perduti”, a firma di Gisella Blanco per la rivista “Leggere:tutti”

“… Pomeriggi perduti è un’insegna al neon che richiama le suggestioni elettriche govoniane, rimbalzandole ai tempi del digitale in cui afflati retorici e ispirazioni contemporanee si mischiano, confondendosi: l’uomo si salva soltanto sfuggendo a se stesso, ed ecco l’afflato più feroce del post-modernismo…” (g.b.)

Per leggere l’intera recensione: QUI!

Nota a “Julius Evola (Vita Arte Poesia Eros come Pensiero e Virus)” di Vitaldo Conte

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Fa bene Vitaldo Conte a parlare di “tabù” nel suo “opuscolo-ebook” dedicato a Julius Evola (Tiemme Edizioni Digitali, 2021): tenuto in disparte durante periodi storici nevralgici del nostro paese, per poi essere ampiamente “riutilizzato” in qualità di punto di riferimento filosofico da una certa parte politica per fini ideologici, riscopriamo attraverso questa piccola ma intensa raccolta di saggi e interventi di Conte, un Evola pittore e poeta pressoché sconosciuto, un Evola prodromico al ben più noto filosofo, da scoprire o riscoprire. Oserei dire un Evola finalmente deideologizzato.

Evola era ed è un artista e filosofo scomodo, “pericoloso” e “maledetto”, controcorrente – occupandosi di alchimia, di trascendenza e di Metafisica del sesso -, persino antipatico e quindi ostracizzato; criticò il Fascismo e da questo fu sistematicamente distanziato, per poi essere riletto dalla “… gioventù alternativa dell’area di destra, negli anni ’50 e ’60, dopo decenni d’assenza di pensiero…”. Un po’ come è accaduto allo scrittore inglese Tolkien, al quale ancora oggi tirano la giacchetta da destra e da sinistra, ognuno in base alle proprie esigenze ideologiche. Il Tolkien delle “… radici profonde che non gelano…”, per intenderci, riciclate per accompagnare dal punto di vista letterario certi rigurgiti neofascisti della contemporaneità.

Continua a leggere “Nota a “Julius Evola (Vita Arte Poesia Eros come Pensiero e Virus)” di Vitaldo Conte”

Letture da “Poesie minori. Pensieri minimi” vol.2, a cura di Rosaria Nigro

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Videolettura da “Poesie minori. Pensieri minimi” vol.2, a cura di Rosaria Nigro.

Per vedere e ascoltare il reading: qui!

“Poeti e no” su Pangea

Il mio articolo “Poeti e no” (che scimmiotta il “Uomini e no” di Elio Vittorini), già apparso su questo blog, è stato riproposto con un titolo tutto nuovo su Pangea, rivista avventuriera di cultura e idee, “una delle migliori rassegne culturali in Italia”, curata dal giornalista, poeta, scrittore e critico letterario Davide Brullo e che da sempre pubblica articoli interessanti e culturalmente stimolanti.

Per leggere l’articolo: QUI!

Prefazione a “Nessuno nasce pulito”, di Antonio Scarpone

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Prefazione a “Nessuno nasce pulito” di Michele Nigro

a cura di Antonio Scarpone

Leggendo l’opera di Michele Nigro, fin da subito si evince la sua ecletticità: dai temi trattati al modo in cui li tratta, nonché le poliedriche critiche che lancia. Come in ogni autore, si possono ritrovare degli elementi che lo fanno accostare ai grandi. Personalmente, forzando un po’ la ricerca, in alcuni passaggi ho ritrovato gli errori di sempre dell’uomo e la solitudine del mondo di Quasimodo e il Montale del “spesso il male di vivere ho incontrato”, nonché alcuni temi felliniani (la strada) ma anche il vagare dei gabbiani del Cardarelli. Tuttavia lo stile di Michele Nigro è unico, personalissimo, con chiari riferimenti alla sua variegata formazione, cosa che ne fa un autore completo. Padroneggia il linguaggio, alquanto ricercato, tanto che le sue poesie sono ricche di minuzie che creano nel lettore vere e proprie immagini. Ottime le costruzioni sintattiche (diverse dislocazioni), utilizza ossimori (prigionieri liberi, presente assente), scomoda l’antropologo Marc Augé e i suoi “non luoghi”. Mentre l’opera è pregnante di scienza e filosofia, la religione viene sfiorata, vorrebbe quasi accantonarla, ma il palese laicismo deve necessariamente confrontarsi con la filosofia e la religione. La sua opera è un viaggio sulle ali dell’incertezza, con continui attacchi al presente, un ciclico tornare indietro per la preoccupazione di aver vissuto male, o quantomeno di non aver vissuto fino in fondo la propria vita. Non c’è paura, però, né del buio né dell’avventura. Tutto nasce dalla perdita dei valori, traditi da un consumismo esistenziale, e per questo è critico sul mondo d’oggi, tanto da sentirsi quasi un estraneo in questa generazione liquida, dove gli uomini innalzano sepolcri mentre sono vivi, a differenza degli animali. La vita è vista come un continuum, di cui l’uomo è solo un brevissimo segmento, nel quale occorre cercare sé stessi, continuandosi a voltare indietro mentre immagina il futuro, e quasi dimentica (volutamente?) il presente: si affida ai messaggi in bottiglia e alla rete, sempre per andare oltre il moderno disordine esistenziale, per superare l’ostacolo. C’è un continuo orientarsi, quasi si fosse smarrito (la “selva oscura” di Dante?), per ritrovarsi: un voltare pagina con un tocco personale. Magari oniricamente ritrova fiducia e speranza. Passa, attraverso varchi spazio-temporali, dai rimedi della nonna ai probabili futuri, poiché questa è, giustamente, un’epoca di passaggio. Si è immersi nella natura con tutti i sensi, a coglierne l’insegnamento. Il passaggio è difficoltoso (un passo insicuro), andando alla ricerca di sé stesso (il vero spettacolo della vita interiore): a volte la solitudine ricercata serve! La suprema azione della poesia sul caos: è la poesia l’ancora di salvezza? C’è il rischio di ritrovarsi in un circolo vizioso e continuare così ad avere rimpianti per quello che non è stato. Dall’antica saggezza, grazie a un ponte, a dei gesti liberatori, si passa nel futuro, poiché tutto sembra essere rimandato ad altro tempo, in attesa che germoglino nuove speranze (disperata voglia di vivere). C’è quasi l’illusione di una nuova giovinezza. Se non si coglie l’attimo si perde l’ennesimo tramonto. Il sentimento è parallelo alla razionalità, non c’è frontiera se non nel cuore e nella mente, e il viaggio deve continuare senza il fardello di memorie da portare dietro, alla ricerca di una nuova memoria (senza tempo), quindi occorre essere pronti a ricominciare e non bisogna fermarsi, perché ripartire è fondamentale.

“Nessuno nasce pulito”, Michele Nigro. Ed. nugae 2.0 – 2016

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Ivano Mugnaini intervista Michele Nigro

a tu per tu

Ho avuto il piacere di rispondere alle domande del poeta, romanziere, saggista, critico letterario, traduttore Ivano Mugnaini per un’intervista pubblicata sia sul blog “Dedalus” che sul suo sito personale.

Segue uno stralcio, ma per leggere l’intera intervista: QUI!

“… Fai parte degli autori cosiddetti “puristi”, coloro che scrivono solo poesia o solo prosa, o ti dedichi a entrambe? In caso affermativo, come interagiscono in te queste due differenti forme espressive?

Mi piacciono le contaminazioni (termine non molto amato in questo periodo!), non riuscirei a essere un purista coerente. In passato mi sono cimentato nella scrittura di racconti, anche di genere fantascientifico, e di tanto in tanto, come se mi assegnassi da solo un esercizio, li ri-edito, li rimastico, perché credo che la riscrittura, il rivedere con occhi evoluti le proprie parole, sia molto più importante che sfornare spasmodicamente nuovi testi. Lo stesso vale anche in poesia, ecco perché credo, sì, nella pubblicazione delle raccolte, senza per questo esasperarne gli obiettivi finali: spesso poesie di differenti sillogi convergono in un nuovo progetto che le accomuna, che le trasforma riassegnandole, donando al lettore attento un nuovo approccio, un rinnovato punto di vista sullo stesso componimento collocato in un contesto diverso.

Continua a leggere “Ivano Mugnaini intervista Michele Nigro”

Segnalazione “Pomeriggi…” su Poetry Factory

Grazie a Poetry Factory per questa segnalazione e al lavoro di Davide Uria…

Per leggere: QUI!

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