Notturno lucano

… per leggere la versione editata e pubblicata di “Notturno lucano”: vedi raccolta “Nessuno nasce pulito” (edizioni nugae 2.0)…

N I G R I C A N T E

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Strade deserte e buie di volpi e gatti

imbambolati da fanali e vino

persi in sagre di contrade senza segnali.

Cieli stellati riportano a casa corpi, per caso

l’istinto di strani nasi geografici

spinge su acceleratori primordiali

di macchine prestate alla ricerca del buono.

Abbandoni luci sicure di paese

per uscire da mura di appartenenza,

estraneo al gruppo nonostante la rete.

Un puntino luminoso di speranza

scivola morbido e pensieroso

nelle tenebre del ritorno,

la natura avvolge serena l’ego spaventato

al passaggio su asfalti rassegnati.

Avventure di notte, senza clamori

solo musiche da restare svegli

percorsi già vissuti, necessari al sapere muto

e sentirsi in gioco nel mondo

vivendo ad oltranza

smarrendo il cammino storico cittadino

in limbi provinciali.

A motore spento diventi viaggiatore delle stelle

dal finestrino vedi l’immenso che ti è concesso,

un istante infinito.

Avrei voluto avervi qui

per pisciare tutti insieme su cespugli…

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Hüzün

… per leggere la versione editata e pubblicata di “Hüzün”: vedi raccolta “Nessuno nasce pulito” (edizioni nugae 2.0)…

N I G R I C A N T E

The Looking Glass

Un’insperata luce lunare

irrompe da uno squarcio tra le nuvole

illuminando

lembi familiari di solitudine.

Il cielo libero, stellato

ebbro d’aria ventosa

graziato da tempeste in fuga ad est,

celesti luminarie

giungono in ritardo

sulla rassegnata soglia dell’uomo televisivo

ambasciatrici di folli speranze notturne.

Gli occhi d’istinto

abbandonano la terra cara e meschina

gli atavici affanni

seguendo quel tenue richiamo dal cosmo

silenziosa traccia di padri non umani

divini antenati viaggiatori dell’universo.

Senti di non appartenere a questo mondo

inconsapevole tortura è il vivere

di chi vuole tornare a casa.

Nostalgici senza memoria

cercano nell’oscurità del tempo

l’origine di una mancanza.

Hüzün: “… Nel Corano questa parola sta ad indicare lo stato d’animo determinato da una grave perdita spirituale e dal distacco irreversibile da una persona amata. Il concetto è stato ripreso nella filosofia sufi per indicare l’emozione generata dalla consapevolezza dell’incolmabile distanza tra l’uomo e Dio. Tale sentimento…

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Il momento della partenza – Analogie e differenze tra gli esempi di Manzoni e Tolkien

… aspettando il biopic “Tolkien” in uscita nelle sale a Settembre…

N I G R I C A N T E

Il momento della partenza

Analogie e differenze tra gli esempi di Manzoni e Tolkien

 

La Via prosegue senza fine

Lungi dall’uscio dal quale parte.

Ora la Via è fuggita avanti,

Devo inseguirla ad ogni costo

Rincorrendola con piedi alati

Sin all’incrocio con una più larga

Dove si uniscono piste e sentieri.

E poi dove andrò? Nessuno lo sa.

(da La Compagnia dell’Anello, Il Signore degli Anelli – J.R.R. Tolkien)

 

Introduzione

Due partenze distanti un secolo

Mettere a confronto due grandi della letteratura mondiale come Alessandro Manzoni (nato nel 1785) e J.R.R. Tolkien (nato nel 1892) è sempre un’operazione rischiosa e delicata.

Già in passato altri studiosi hanno tentato di sottolineare determinate analogie esistenti tra i due illustri scrittori: il concetto di Provvidenza, gli elementi cattolico-cristiani presenti nelle loro opere, la predilezione per gli umili, il valore del sacrificio come antidoto al Potere, la dura lotta e la disperazione…

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I due lati della casa

… per leggere la versione editata e pubblicata di “I due lati della casa”: vedi raccolta “Nessuno nasce pulito” (edizioni nugae 2.0)…

N I G R I C A N T E

MagritteRené Magritte – L’impero della luce (L’Empire des lumières)*, 1953–54

I due lati della casa

La mia casa ha due viste

due modi di intendere la vita.

Una si apre sulla strada trafficata

esistenza che cerca compagnia

tra schiamazzi e strusci estivi

automobili, giostre e feste patronali.

L’altra si nutre da millenni

di pipistrelli e vecchie querce

sul mare stellato

della notte arcaica e silenziosa.

Oscillo, eterno cercatore,

tra appartenenza e libertà

progresso e conservazione

tra il presente e i ricordi

bisognoso di entrambi i lati.

Il fumo aromatico di una pipa solitaria

si sovrappone al nitido schema

della costellazione dell’Orsa Maggiore

mentre fioche luci di fari lontani

scompaiono e riappaiono

divorate dai boschi notturni e briganti

di una Lucania ancora vergine.

La fontana ormai asciutta

legata agli echi di giochi bambini

difende i propri spazi melmosi

dalle nuove costruzioni

di generazioni senza memoria.

Da strade poco illuminate

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Antonio Spagnuolo su “Pomeriggi…”

… La scrittura si apre ad un sedimento di tradizione classica per svilupparsi in rigorose incisioni moderne, così che il piglio inoltrato nel meriggio si pone nella realtà e la insegue con riferimenti testuali di notevole impegno. La parola ha riscontri in segmenti che si avvolgono nel tempo, in una discreta pretesa di disimpegno legato alla esperienza dei rapidi intagli, giocati prevalentemente sul verso breve e fulminante…

Per leggere l’intera recensione: qui!

La Basilicata nella poesia di Mariano Lizzadro

… una vecchia intervista all’amico poeta lucano Mariano Lizzadro…

N I G R I C A N T E

[…] “… naufrago verso lande sparse/ sparute distese di terre sperse/ un dolore atavico nella carne”: questi versi mi ricordano il “dolore terrestre, che sta per sempre nelle cose” del “Cristo si è fermato a Eboli” di Carlo Levi. Chi o cos’è per te la Lucania?

Beh! In realtà vivo un rapporto irrisolto di odio e amore con la Basilicata, per cui a volte non ce l’ho fatta e a volte non ce la faccio proprio a restare in questa terra per periodi molto lunghi, quindi ogni tanto vado via. Che poi in effetti per la precisione non sono totalmente lucano. Infatti mia madre è di Prata, un paese in provincia di Avellino. Vecchi ricordi di storia: queste due zone appunto la Lucania e l’Irpinia furono definite da una vecchissima inchiesta le due zone più povere e degradate del regno d’Italia! Anche se oggi poi non è più così…

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Elogio del culo

N I G R I C A N T E

“Elogio del culo” è il titolo di un pamphlet “culofilo” scritto dal maestro del cinema erotico Tinto Brass. Un libretto di circa trenta pagine caratterizzato da un linguaggio piccante e irriverente ma anche da una densità filosofica e artistica che tradisce la presunta volgarità insita nell’argomento. L’autore, scegliendo come forma letteraria quella del dialogo di tipo socratico, conduce il lettore verso la scoperta delle virtù non solo estetiche di una delle parti anatomiche più belle del corpo femminile. “Tesi: Il culo è lo specchio dell’anima. Antitesi: Ognuno è il culo che ha. Sintesi: Mostrami il culo e ti dirò chi sei” esordisce così in maniera aristotelica Tinto Brass, approfondendo in seguito il suo elogio con un dialogo, tra sé e un suo alter ego scettico, in cui applica la maieutica socratica. Partendo da un simpatico battibecco sulla distinzione tra erotismo e pornografia, tra contemplazione e azione, si giunge…

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“Le stanze di carta” su Pomeriggi…: recensione di Ilaria Cino

Se per orientarci nella lettura di un’opera poetica ci avvalessimo di una tipizzazione cara alla Rosselli delle varie tipologie di poeti allora collocheremmo Michele Nigro con i suoi “Pomeriggi perduti” (Edizioni Kolibris, 2019) tra i poeti della ricerca, della ricerca del “segno arcaico”, di quella difficile “Sincronia tra passi e cuore” che ci danno l’idea dell’esperienza creativa. Ma cosa fa di una poesia una poesia, ovvero qualcosa che non esprima unicamente la soggettività del momento ma che abbia in sé la tensione all’universale, che porti dentro un segreto come ci ricorda Ungaretti e prima ancora Leopardi? (continua qui)…

L’uomo multitasking

… essere multitasking o affogare!

N I G R I C A N T E

herbert-marcuse

Essere multitasking oggi è diventato obbligatorio e sotto certi aspetti direi che rappresenta una necessità auspicabile. Lo stile di vita che c’è stato imposto dal progresso e che pensiamo di aver scelto, caratterizzato da molteplici opportunità e da vari livelli di libertà partecipativa, ci costringe ad esserlo, ma da questa moderna costrizione dettata dai tempi possiamo trarre una lezione filosofica positiva, ricavarne un metodo esistenziale in grado di educare il pensiero, trasformando il ritmo isterico del fare in elasticità culturale.

Prendo in prestito dall’enciclopedia online più famosa al mondo il significato del termine multitasking (traducibile in italiano nel più impegnativo “multiprocessualità”): <<In informatica, un sistema operativo con supporto per il multitaskingpermette di eseguire più programmi contemporaneamente: se ad esempio viene chiesto al sistema di eseguire contemporaneamente due processi A e B, la CPU eseguirà per qualche istante il processo A, poi per qualche istante il processo B, poi…

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Michele Nigro e i “Pomeriggi…” su Il Giardino dei Poeti

Grazie a “Il giardino dei poeti”…

il giardino dei poeti

Michele_Nigro_coverMichele Nigro Dalla prefazione di Stefano Serri

[…] Il linguaggio in Nigro non si fissa su un registro, accogliendo lemmi più che post-moderni (di quelli che ci vuole coraggio ad usare perché tra tre giorni nessuno potrebbe più ricordarli) insieme al più ortodosso e non ancora frusto repertorio lirico, senza
sdegnare l’omaggio alla tradizione e a un passato ben riconoscibile, più crepuscolare che modernista. Non mancano, in questi «coaguli di frasi raminghe / che chiami poesie» termini stranieri o neologismi, immersi in un repertorio lessicale più che vario, un vocabolario che ama la precisione, «glabro come un glande», e che, tra “gualchiera” e
metoo, arriva, tentando «un nuovo approccio jazz all’esistenza», a voci come aperimorte o informosfera.

Ci servono precise, le parole, e molto. Ci servono, ad esempio, per abbarbicarci ai ricordi (non quelli vaghi, ma quelli nostri) prima di lasciarli andare. Nella poesia di Nigro abbiamo inneschi di memorie in…

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Celle aperte

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Il santuario dedicato
alla tua presente assenza
è divenuto nel tempo
ricettacolo di ricordi
deposito nostalgico e insensato
di una fulminea grazia.

Devota all’idea di noi
ancora oggi mi accoglie
questa prigione sul confine
senza sbarre,
i cancelli orfani di serrature
secondini in vacanza,
libero di evadere
resto a guardia
di un amore licenziato.

Potenza degli scacchi

N I G R I C A N T E

image003 Honoré Daumier, Giocatori di scacchi, 1868

Quasi nascosti, in devota semiclandestinità tra cumuli di libri usati e in vendita da decenni, i due librai scacchisti alle prese con l’ennesima partita a tempo ignoravano sapientemente i pochi clienti in cerca dell’occasione preziosa da portarsi a casa a metà prezzo. La scacchiera poggiata su una pila di gialli ingialliti e la voglia matta, come lo scacco che da anni tentavano di darsi l’un l’altro, di non badare alla gente assorta tra gli scaffali. Eravamo un fastidio per loro, lo avvertivo, nonostante i tanti anni trascorsi allenandosi a ignorarci: dei fastidiosi insetti lettori e ronzanti, incastrati tra la loro scacchiera scolorita dal troppo uso e i libri in attesa di nuovi padroni, insetti che presto avrebbero abbandonato il piccolo garage adibito a negozio per riversarsi nell’educato sciame serale di Via Pretoria. Non avevo mai sperimentato una così saggia indifferenza da parte di un…

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Le radici della serenità

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N I G R I C A N T E

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Aperiodico come pendolo incoerente

ritorno fedele alle radici di un ideale.

Tra nuovi cementi e nuove musiche

ostinato, vedo un’infanzia congelata

lì dove l’avventura prosegue indisturbata

lì dove per altri domina un monotono presente.

Laboratorio per sperimentare ripartenze

e vite clandestine

– il difficile diventa facile! –

alibi per un’amata solitudine

luogo privilegiato di regressione.

Recupero, sordo alle critiche

un io primordiale e leggero

fino all’epoca che precede dolori ed errori.

Non ti spiego il perché del mio essere qui

intuisci una ricerca proveniente dal passato,

mi confondo tra la folla moderna

rumoreggiante per sapere di essere,

ingannando tempo e doveri

oscillando sereno come fiamma

al silenzio di una candela consumata a metà.

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Un giorno ad Aliano

N I G R I C A N T E

[…] <<Solo l’animo sensibile dell’artista poteva convertire la punizione del confino in un’occasione di crescita umana. La vera opera d’arte compiuta da Carlo Levi consiste, infatti, nell’aver trasformato la desolazione naturale in risorsa pittorica; la mancanza di linguaggio, sostituita da antichi gerghi, in poesia; il silenzio arcaico e rassegnato in discussione spirituale e politica; l’immobilità storica in confronto dinamico; l’apparente abbandono in stimolo alla comprensione antropologica del prossimo. Trasforma quel “…dolore terrestre, che sta per sempre nelle cose…” in ispirazione artistica. Riesce a sopportare il proprio confino durato 8 mesi ed 8 giorni, perché si rende conto di essere capitato in un luogo i cui abitanti sono al confino da sempre, da millenni!>> […]
Per leggere l’intero articolo: ungiornoadaliano

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Born on the Fourth of July

… per leggere la versione editata e pubblicata di Born on the Fourth of July: vedi raccolta “Nessuno nasce pulito”…

N I G R I C A N T E

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Potrai dire un giorno

d’aver creduto, sbagliando

sacrificato gli anni migliori

veduto passare l’amore

senza poterlo cucire sulla pelle

tradito da una fede inutile.

Potrai dirlo,

d’aver capito troppo tardi

quali cose valgono e quali

solo propaganda del nulla

al potere, malsana bandiera di patria a luglio.

Un cieco ideale uccise la vita vera

la sua ridicola essenza casalinga, non eroica

sul fronte della ragion di stato,

reduce da te stesso

trascini quel che resta dell’orgoglio

lungo strade impotenti di sguardi pietosi

sofferta sopravvivenza all’errore.

Generazione ingannata, fottuta

illusa delusa abbandonata

ricominci a vedere con occhi nuovi

prima ancora di camminare

su gambe vecchie

code inermi di sirene in congedo.

Potrai dire un giorno, moderno Francesco

di aver amato comunque e con più forza

aggrappato al ricordo ubriaco

di un’esistenza che non ritorna.

a Ron Kovic

VVAWvetinwheelchair

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