3 poesie su Poetry Factory

Sul blog di poesia “Poetry Factory” curato da Davide Uria, 3 poesie tratte dalla raccolta “Pomeriggi perduti”… Per saperne di più sul progetto di Poetry Factory, leggi QUI!

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Video intervista a Michele Nigro, domande a cura di Franco Innella

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Domande di Franco Innella rivolte a Michele Nigro, riguardanti la raccolta poetica “Pomeriggi perduti” e altri argomenti…

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Domande di Franco Innella rivolte a Michele Nigro, riguardanti la raccolta poetica "Pomeriggi perduti" e altri argomenti… Elenco delle domande: 1) Perché hai scelto questo titolo e come è nata l’idea di questa tua raccolta? 2) Come definiresti il tuo poetare? 3) Scorgo nella tua concezione poetica l’incontro tra due esigenze principali: la ricerca delle radici e la lotta, che ti ha sempre contraddistinto, a una sorta di “Matrix” che tutto condiziona. È possibile conciliare queste due esigenze? 4) Cosa ne pensi della poesia contemporanea e dei poeti di oggi? 5) Che funzione possono svolgere i blog letterari e i social in generale nella diffusione della poesia contemporanea? Che fine ha fatto la critica? 6) A quale poesia della raccolta ti senti più legato? 7) La vorresti recitare? 8) Progetti futuri? Per acquistare "Pomeriggi perduti" (ed. Kolibris – 2019): https://pomeriggiperduti.home.blog/2020/02/13/acquistare-pomeriggi-perduti-dal-blog/ Per l'iniziativa "Scambiamoci i libri!" citata nell'intervista: https://pomeriggiperduti.home.blog/2020/08/21/scambiamoci-i-libri-recensioni/ #intervista #poesia #poetry #poetica #pomeriggiperduti #michelenigro #poesiaitaliana #critica #raccolta #editoria #recensione #giornalismoculturale

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Raccontatevi bene

Tratta da “Poesie minori. Pensieri minimi, materiali di risulta” vol.2 – ed. nugae 2.0 (2020)

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Il Signore degli Anelli: la proposta di J.R.R. Tolkien

I Cavalieri del Mark

Cari amici Tolkieniani,

dopo i mesi del Covid-19 e l’estate, la nostra associazione riprende le sue consuete attività, con la speranza di non doverle più bloccare a causa di un nuovo aggravarsi dell’emergenza da coronavirus.

La prima proposta che vi facciamo è un incontro interamente dedicato a Il Signore degli Anelli che si terrà in presenza il 12 settembre alle 16.30 presso il convento della pastorale giovanile dei frati minori cappuccini della Marche a Civitanova Alta (Contrada Grazie, 17, 62012 Civitanova Alta MC). L’incontro andrà in diretta sulla Radio La Voce di Arda, ascoltabile da questo link: https://www.spreaker.com/show/lo-show-di-radio-la-voce-di-arda. Il relatore sarà Mauro Toninelli, autore di Colui che Raccontò la Grazia, con ospite Vincenzo Pasquarella, in arte Glindar, per degli intermezzi musicali. Sarà presente anche l’artista Bogdan Craciun, di cui condividiamo la locandina che ha realizzato per l’evento.

Qual è la proposta che Tolkien ci fa ne Il Signore…

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Katana Club

Sulla cultura fascista che sopravvive sottotraccia fin dal termine del secondo conflitto mondiale e sulle arti marziali usate male per la violenza di strada.
A chi non vede alcun nesso tra i fatti di sangue italiani e lo sdoganamento della violenza nelle forze dell’ordine americane – influenzato da certi messaggi provenienti dai vertici e da certe forze politiche -, consiglierei di aprire bene gli occhi e di guardare un po’ di più al passato. Tutto è collegato e il passato prima o poi ritorna!

(Tratta dalla raccolta “Nessuno nasce pulito”, ed. nugae 2.0 – 2016)

N I G R I C A N T E

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Antichi simboli d’acciaio

adornano i rifugi di patrie sbagliate

moderni residui da repubbliche disperate.

Sopravvissuto a patti verso oriente

ricerchi onore e ordine

nell’odio di strada.

Un lombrico percorre

il filo della lama,

non lo ferisce

il taglio dismesso.

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Nota a “Foglie secche” di Franco Innella

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Nota a uno spirito inquieto.

Una poesia che oscilla tra la disillusione causata dalla condizione umana che accomuna tutti e liberi sprazzi di elevazione verso vette immacolate di libertà immaginata o realmente vissuta; spetta a noi impegnarci affinché la pausa dal dolore diventi appuntamento fisso intercalato nel nostro andare incontro alla fine naturale delle cose. Solo chi sa cogliere questi sprazzi, questi segnali presso cui l’anima si abbevera, può gabbare la crudeltà dell’esistenza.

L’assenza dei cari diventa voce reale che torna a confortare, avvertita nel silenzio lasciato dalla morte; la vita (parallela) che sarebbe potuta essere e non è stata; la speranza che qualcosa di noi sopravviva al trapasso, in limbi sconosciuti da masse preoccupate e isteriche; la fugacità dell’amore terreno che è sempre bene vivere pienamente; sacre sensualità ci salvano dall’oblio del corpo e dell’anima. E poi le alchemiche speranze che il meglio dell’uomo possa perdurare rifugiandosi in non-luoghi cosmici; anche se non c’è bisogno di attendere la fine per vivere momenti infiniti: l’eternità ci accompagna già qui e ora, in attimi colti da pochi e che forse saranno trasformati in parola, diventeranno poesia. Bisogna abbracciare l’evoluzione dei giorni meno gloriosi: solo così è possibile coagulare l’attimo con coraggio, senza lasciarsi abbattere dal ricordo dei giorni andati; solo compiendo questo passaggio possiamo addirittura, nonostante la nostra caducità, osservare il mondo e sorridere delle altrui illusioni. Siamo liberi e quindi più consapevoli dei nostri “demoni”, ma anche più soli. Il nostro Io passato, se confrontato con la forza di una pace e di un realismo finalmente conquistati, non può che essere ombra nostalgica di una persona che non esiste più (se non nei ricordi). Siamo diventati altro, l’eco di un abbozzo primordiale. Lo spirito resta inquieto, ma la serenità raggiunta è ormai parte dell’uomo consapevole. Non si torna più indietro. Le “chiacchiere vane” e le “urbane presenze” diventano arredo sopportato con sereno distacco; niente più scalfisce l’animo dell’uomo che intravede e ama il fondo. Gli amati elementi naturali non lo toccano più, non intralciano il passo, ma fanno da corollario al suo sguardo poetico: sono materiali da fissare intorno al momento catturato. Siamo evanescenti: alcuni lo sanno già, altri non ancora. O non lo sapranno mai: moriranno pensando di essere potenti, mortali e insoddisfatti fino alla fine. Solo nel “silenzio abissale” l’essere umano può risorgere: l’avranno capito quelli “costretti” in casa da decreti governativi? L’umanità smania di distruggersi tra canti e balli, in strada, tra il “malsano vivere”, schiavi dell’abitudine. Testimoni della trasformazione solo alcuni gatti (di Matera?): i cittadini sono troppo distratti per seguire certe solitarie evoluzioni, per occuparsi di risvegli e liberazioni. La poesia è l’unico baluardo contro il nonsense: non è snobismo ma difesa del sé – dell’arcano che sopravvive altrove – per non partecipare all’infelicità dilagante. Solo abbracciando il dolore si può ritornare a una felicità autentica. Solo nel Vuoto riscopriamo il Tutto, lontani dal falso sapere comune.

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In morte del batterista

Tratta da “Nessuno nasce pulito”, ed. nugae 2.0 – 2016

N I G R I C A N T E

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Che ne è del tuo ritmo serrato

con cui ti difendevi dai cauti consigli

di morti viventi nell’istante del successo

e aggiravi i movimenti negativi del mondo?

Sudore inutile, combattendo in nome di verità

nate sconfitte da rumori ignoranti in sala parto.

Ora che non t’agiti più sulle pelli, cultore del fare

spargono false biografie intorno alla salma immobile

dinamo spenta del crederci,

e neanche uno spasmo per scacciare la mosca

inviata dal pregiudizio

a verificare la certezza del trapasso.

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Tenersi al mondo

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a Gabriele Galloni*

Mi stupirò per sempre
dell’aria sotto l’ala che fa portanza
del ferro contro ferro sulle rotaie
scintillanti nella notte della storia,
di quest’uomo, errore evolutivo
che sogna e muore, progetta e crepa
si rialza e s’ammazza
lavora e soccombe,

spera e non vede
l’inconsistenza dell’alito
che lo tiene al mondo.

∗ dedica postuma,

poesia pubblicata, inconsapevolmente, nel giorno della sua partenza.