Quarantena

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Daremo aria a queste terre chiuse
prima che ritorni la stagione forzata
sognata delle partenze,
rideremo delle allergie da viaggio, nasi drogati
e degli spazi infiniti offerti all’abitudine,
a volto scoperto torneremo a sconfiggere
letargiche pigrizie da quarantena di stato
spezzeremo antichi legami di sangue
e comode prigionie in celle aperte.

Saranno i ricordi di infimi social
a rievocare dopo un anno immemore
il dannato nome del re invisibile,
un giullare starnutirà
senza nascondersi agli occhi della morte
tra polvere di stanza e cibi pepati,
sospirato sollazzo dei sopravvissuti.

 – video correlato –

“Ventilazione”, Ivano Fossati 

"Passages", Premio Letterario Internazionale Città di Pomezia

Istituto Culturale Centro Studi Sisyphus

Premio Letterario Internazionale Città di Pomezia per opere inedite in lingua italiana XXIX edizione. Presidente della Giuria: Roberto Maggiani, 7 dicembre 2019.

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Scie comiche, da "Nessuno nasce pulito"

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Scie comiche

Rigurgiti di ieri masticati e scordati,
scene passate ritornano non invitate
nell’area irriverente del sorriso.
Ironici intercalari dal tempismo scomodo,
presunti archiviati
e fatti irrilevanti ruminati dall’inconscio
affrontano la nuova giuria teatrale
di un presente scelto a caso.

Tra sguardi smarriti e ignari
ridendo in sordina esamini
sotto la sarcastica luce del vissuto
antichi drammi e sketch
riabilitati dal tempo.

(tratta da “Nessuno nasce pulito”, ed. nugae 2.0 – 2016)

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Reduce di pace

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Gli abiti usati in battaglia
reclamano azione pura
dagli armadi del tempo,
crollano le eroiche carni
testimoni graffiate di sovrumani
fatti, se immobili e sazie
ritornano vincenti all’amata
dimora dei gesti di pace,
alla pelle di lei, alle promesse,
ai lavori del congedo, alle armi
quotidiane
deposte prima della follia.

Come un dolce tarlo
dopo armistizi sognati
divora la ferma divisa
dei troppi giorni felici.

(ph M. Nigro)

– video correlato –

“I miei nonni”, PGR

"Amorose retoriche" su Le stanze di carta

Nuova selezione e pubblicazione di poesie per Le stanze di carta: la mia poesia “Amorose retoriche” per l’inedito del giorno. Grazie a Ilaria Cino e alla Redazione di Le stanze di carta per l’attenzione, la lettura e l’ospitalità…

amorose su stanze

Amorose retoriche

Banksy

Sorprendermi vorrei
del novello bussare alla porta dei giorni
canuto camminando curvo al fedele fianco
di chi fedele sa cominciare da zero,
di chi, lontano dai ricordi, ricorda –
e dici “Amato!”, impastando labbra e occhi
con dita di madre –
da bronzei schemi usurati
come piedi di santi a lungo baciati e venerati
dalla noia corrotti del non sapere.
Troppo in profondità, non sulla pelle
ha scavato nel tempo l’irrimata
parola che curava solitarie lucanìe,

è ora di ammalarsi, Esculapio!
di vita, quella lontana
fuggita esistenza
da calcoli senz’anima,
senza corpo, universo, dio.

Quando avevo casa e dimora
tu non c’eri, non seguivi i passi miei,
quando sei comparsa
e con te la luce, e il viaggio
e il dolore, e l’autunno del noi,
non più casa a prendersi cura dei sensi
ma un albergo a ore
c’accolse materno e comprensivo
perduti riscoprendo posizioni innate.

Solo per brevi attimi in oceani di tempo
falso ho invidiato la sicurezza
del vostro essere inquadrati
nel mondo che corre e produce,
poi mi accorsi tra lancette in moto
e l’amaro ticchettio degli invisibili
che avevo già il mio scettico credo
a cui abituarmi nel tempio dei tempi
per eccesso di scelta,
come un cavallo senza recinto.

Chi ha bisogno di altre religioni
quando ha la poesia?

(immagine: “Amanti al cellulare” by Banksy)

– video correlato –

“Pictures of You”, The Cure

Tardes perdidas, 5 poesie da "Pomeriggi perduti" tradotte da João Luís Barreto Guimarães

Per Iris News – Rivista di poesia il poeta portoghese João Luís Barreto Guimarães ha tradotto 5 poesie tratte dalla raccolta “Pomeriggi perduti” (Edizioni Kolibris 2019, prefazione di Stefano Serri, con una nota di Chiara De Luca).

per leggere le traduzioni: qui!

Espadas chilenas

para Pablo Neruda

Caem as palavras
amareladas como folhas
sobre papéis de erva,
sob os golpes de Outonos
ditadores, escrevem páginas
para um canto geral.
Não foi em vão
o seu estar no céu
reunindo luzes
para o dizer eterno.

Não ficaram mudas
as folhas caídas
de Neruda assassinado,
tal as espadas afiadas
de um poeta fugitivo
brilhando perigosas
na cobarde noite
da liberdade.