Medialismi 2.0’2.0 Impronte, corrispondenze, stendali, metessi e altre storie

Medialismi 2.0’2.0
Impronte, corrispondenze, stendali, metessi & altre storie
La Rassegna si rifà al concetto di Pratiche Mediali Diffuse, ovvero un’arte realizzata con il supporto della tecnologia e dei diversi linguaggi dei new media e si articola in sei segmenti correlati: MediAzioni & Corrispondenze, Metessi (Opera/Pensiero), Impronte, Stendali, Manifesti, Pro.Segni.
Il progetto è stato realizzato sotto l’ideazione e la cura di Gabriele Perretta, seguendo la traccia di questo suo pensiero, che risale al periodo 1984/89 e che ha caratterizzato il suo percorso critico fino ad oggi: «Ogni testo si costruisce come mosaico di segni, ogni testo è assorbimento e trasformazione di un altro testo. Al posto della nozione di intersoggettività si pone quella di intermedialità e il linguaggio artistico si pone come esposizione e come relazionalità».

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BAI! BAI!

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La turista si perde in scatti
impossibili come pensieri nati per strada,
i suoi passi scivolano ingenui e caotici
su lame sudate di città non lineari,
e si affretta, sorpresa e disfatta
schivando auto e ladri in ferie,

già pronta alla partenza,
ignora le onde disperate
di vite non ancora sporche,
affogate nel silenzio
tra vicoli di luppolo e libri.

Ultimo tag a Parigi

Tratta dalla raccolta “Nessuno nasce pulito”, ed. nugae 2.0 – 2016

N I G R I C A N T E

LA REPUBLIQUE a semi-rigid surveillance airship built for the French, Paris ca. 1908

Come in un passaggio di stato

da gassoso frivolo a solido realistico

la ragazza un attimo prima

vogliosa di vita nuova e sorrisi a buon prezzo

senza appello ritorna donna seriosa e madre.

Inganna pure l’esistente, civetta urbana,

dal basso dei tuoi presidenziali tweet

inviati al nulla elettrico che t’ignora.

Connessa creatura fatta di effimeri pixel

abbassi quello sguardo nato bello e vuoto

illuminato dallo strumento della tua solitudine,

ti vergogni sogghignando del danaroso mausoleo

accompagnatore di giovani peli inesperti

tra i vicoli all’imbrunire della sua gloria.

Il Tao della fisica non ti salverà

dal tavolo con le due femmine deluse…

vogliono restare sole, una accanto all’altra,

a titillarsi i carnosi rimpianti bagnati di saliva recente,

dalle loro solidali malinconie al luppolo

e torve logiche amorose, arrapate di movimento

tra le cosce della notte.

Sorvoliamo la città lineare

con i finestrini della libertà spalancati,

aria calda che non lascia speranza

e la…

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Limbico on the moon

NPG x125527; Arthur Koestler by Ida Kar

If you believed they put a man on the moon, man on the moon.
If you believe there’s nothing up my sleeve, then nothing is cool.

(R.E.M. – Man on the moon)


Un cervello ancestrale pulsa
sotto le viscere della coscienza.
Rozzi istinti primordiali e antiche memorie
riemergono prepotenti
dalle mode della neocorteccia.
Confusione e conflitto
tra nuovi pensieri e gesti antenati,
nel mammifero superiore
persiste l’utopia del controllo.

Rettili in giacca e cravatta
inviano sonde su lontani pianeti,
testimoni meccanici
di un riuscito errore evolutivo.

(tratta dalla raccolta “Nessuno nasce pulito”, ed. nugae 2.0 – 2016)

(immagine: Arthur Koestler FONTE)

– video correlato –

“Man on the moon” – R.E.M.

2 poesie per “In canto”: free e-book delle Edizioni Kolibris

Su “In canto”, free e-book poliautoriale (in doppia versione italiano/inglese e italiano/spagnolo) delle Edizioni Kolibris, compaiono due poesie (“Le cose belle di sempre” e “Il momento perfetto”) tratte dalla mia raccolta “Pomeriggi perduti” (ed. Kolibris, 2019).

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C’ero anch’io a Hiroshima

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C’ero anch’io a Hiroshima
quella mattina d’agosto,
la speranza del quotidiano
evaporava tra le dita
insieme a corpi ingenui.
Orgogli imperiali
abbattuti a suon di atomi,
non resta che l’ombra
del tuo respiro amoroso
sulla pelle dell’anima.

(tratta da “Poesie minori. Pensieri minimi” vol.1, ed. nugae 2.0 – 2018)

(immagine: dal film Hiroshima mon amour)

– video correlato –

“Enola Gay”, Orchestral Manoeuvres in the Dark

Cartine

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C’è gente che non lascia
spazi liberi o sedie vuote
tra una morte e l’altra
tra la morte e la vita nuova,
distratti, multitasking, a ruota
non libera, senza tasche d’ozio,

l’aborrire le pause musicali
su spartiti quotidiani da spartire
crea rumori esistenziali
e false felicità indaffarate.

Preferisco le cartine fisiche,
piene di verde e rilievi che pare
di toccarli sotto le dita della fuga,
a quelle politiche decise a tavolino
colorate, innaturali, piatte
irreali come mutanti ideologie d’uomo
sorde allo scavo secolare e paziente
della parola.

(immagine: L’Italia, Luglio 2100)

– video correlato –

“La bandiera” – Edoardo Bennato

Mi fa male il mondo

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(tratta da “Poesie minori. Pensieri minimi” vol. 2)

 – video correlato –

“Mi fa male il mondo”, Giorgio Gaber