
Difendo i confini del mio sacro confino,
è immateriale come parole d’aria, non scritte
l’umore grigio toccando panni dismessi
effimero come il calore del nostro corpo
lasciando le dimore ereditate
un’idea sul margine della strada
come un cancello sospeso nel verde
senza fili spinati a chiudere un discorso
il passaggio di vite senza cronaca.
Difendo i confini del mio mondo
dai pronostici dell’ovvio
dalle scadenze del senso comune
dai cronometri dell’ansia,
fuggo di sera su cammini ignoti,
un ultimo respiro sconosciuto
prima del ritorno verso casa.
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(ph M.Nigro©ottobre2024)
