Riflessioni da sterrato

Braccia al cielo e gambe piantate in terra
non ricordo più il perché del nostro distacco
ma ho in mente le geometrie casalinghe
le cucine materne, incerate su cui fare compiti

mi dissocio da battaglie mondiali
sono troppo occupato a risorgere
ho un programma da onorare,
vorrei pregare ma mi distrae
la trasparenza di donne in chiese di luce

braccia lievi al cielo, gambe doloranti sulla strada
l’estate semplice è presto detta
mi inebria il peso di vite passate, ne farò poesia?
ho bisogno di lente riflessioni da sterrato
peripatetico sull’imbrunire penso al da farsi,

ho un programma da soggiogare al tempo
folto è l’elenco delle cose mancanti, ma
posseggo braccia svampite e gambe concrete.

(ph M.Nigro©2025; titolo: “Lo sterrato”)