
Resto ancora un po’ qui
in tua eterna compagnia
nell’angolo dell’ultimo respiro
tra piogge indecise d’ottobre
e battaglie a calare tra sepolti vivi
con bocche sporche di cemento
natanti per propagande sgamate
enumerazioni da politici fissati di confine,
ma altra cosa è il confino, amore assente
sono troppe le parole nella parte stretta
dell’imbuto di idee che bussano ogni giorno.
Stanchezza e mancanza d’ossigeno
aiutano a non pensare parole,
gettito poetico allora saremo
curve di ipotesi sgangherate
malanni combattuti nel tempo libero,
il lumino in silenzio attende fotoni di fede
una carica solare per chi ama il buio.
Ma tu sei fiamma e cenere nell’aria!
urna discreta tra molteplici ricordi,
pressante è il passato, ignoto il futuro
appiglio vincitore è questo presente
che ho sotto i piedi dalla scorsa notte
prendendo appunti sulla tua morte
respirando i tuoi “che peccato!”
completando una collana di libri mai letti.
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