
Nonostante le eterogenee “escursioni” stilistiche che in questa così definita “auto antologia” di Davide Morelli abbracciano periodi diversi per intenzioni e cronologicamente distanti tra loro, i generi letterari adottati – dalla poesia lirica e libera a quella più “discorsiva” e didascalica, da quella rimata alla poesia prosaica fino alla vera e propria miniprosa – hanno in comune una caratteristica che da sempre segnala l’Autore fino alla sua più recente (ma non tanto recente) versione di critico letterario ovvero di appassionato recensore delle altrui scritture: sia nel Morelli poeta che nel Morelli critico insistono da tempo una miriade variegata di domande che spostandosi dalla soggettività autoriale investono inevitabilmente l’umanità, il mondo, la vicenda privata e pubblica dell’essere umano su questo pianeta, il senso dell’esistere, le questioni escatologiche, le ipotesi scientifiche, il comportamento dell’uomo nella Storia e nel quotidiano, il mistero che avvolge anche le cose più semplici della vita… È come se il Morelli critico anche attraverso le opere degli altri autori in realtà continuasse a interrogare se stesso, a perfezionare quel processo di estrapolazione delle verità che caratterizzano la vita umana senza quasi mai giungere a sentenze lapidarie e definitive, a risposte buone per tutti i tempi e tutti i lettori, limitandosi a descriversi e a descrivere gli eventi quotidiani, le storture e le contraddizioni degli esseri umani, le usanze curiose o decisamente discutibili dei propri simili, le assurdità concepite da una specie animale “evoluta” chiamata Homo Sapiens… In questa raccolta “enciclopedica” Morelli fa un passo indietro verso se stesso, il proprio passato poetico che dichiara “esaurito”, tra i tanti dubbi di chi legge perché la poetica come l’energia si trasforma ma non si distrugge e non si può etichettare, seguendo un comando razionale, come “conclusa”. Anche la critica è poesia!
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