Una voce nuova

È oramai perso di ieri il verso?
senz’aria annaspa morente tra
ricordi di vite passate e azioni presenti

carte interiori da ordinare con sintassi scadute,
parole affollate in strettoie di anni veloci
cercano una voce nuova che le sappia dire
non per comando ma in lucente verità.

E non dispera, attende sulla rotta dell’oggi
il timoniere senza poesia lo sa!
all’orizzonte le rivedrà come bianche scogliere
di senso, su flutti salati, arrabbiati di ritmo

sembreranno rematori frustati, sudati di tristezza
dagli eventi del tempo e dalla piccola storia
su fin troppo pazienti galee solitarie.

(immagine: dal film “Ben-Hur”)

“Invictus”, William Ernest Henley

“Dal profondo della notte che mi ricopre
Nera come la fossa da polo a polo
Ringrazio gli dei qualunque essi siano
Per la mia anima indomabile.
Nella stretta morsa delle avversità
Non mi sono tirato indietro né ho gridato.
Sotto i colpi d’ascia della sorte
Il mio capo è sanguinante, ma indomito.
Oltre questo luogo di collera e lacrime
Incombe soltanto l’orrore delle ombre.
Eppure la minaccia degli anni
Mi trova, e mi troverà, senza paura.
Non importa quanto stretto sia il passaggio,
Quanto piena di castighi la vita.
Io sono il padrone del mio destino:
Io sono il capitano della mia anima.”