
Salviamo per caso le dediche nascoste
sull’ultima pagina dimenticata
di libri infedeli, sfogliati prima del tramonto
frammenti di orizzonti sospesi
evadono da salvifiche routine,
quando le giornate erano aperte
e scherzavi sulla nullafacenza
sulle troppe ore a venire
adesso preghi in ginocchio il dio tempo
per un riconoscersi al di là della carne,
puntare sul non visto adatto ai vecchi
scampoli d’ebbrezza a salutare addii,
salvare almeno le dediche
quelle scritte credendoci, collezionarle
per posteri ignoranti dal rogo facile
dai libri ancora non letti dell’amore parallelo.
♦
