Ricordati di me

Pelle-degli-anziani

Vegliardi avvizziti
senz’acqua in corpo
gridano memorie appese
a foto racimolate,
ci lasciano ogni volta
così, slegati tra noi
ignote identità agostane
seduti a pranzi assenti
ritorni vacanti di senso
prigionieri dell’oggi.

Dimentichi chi sono
chi siamo stati,
sbracciami ripetute frasi d’ufficio
ricordami che sono solo me stesso
e basta, un giorno dietro l’altro
aggiungiamo al tempo finale
rimasugli di storie umane
illusi di poter combattere
e vincere contro l’ultima vita.