
Ritorni solo dal desinare di domenica
nel sole accecante tra case allineate,
è curioso quel che ricorda all’imbrunire
l’amico prezioso riemerso dall’infanzia
le smorfie irriverenti al severo adulto
lontani gesti rimossi egli rammenta
alla memoria allentata dagli anni.
Vi ritrovo invecchiati e stanchi
feriti, colpiti, caduti ma in piedi a crederci
nel caldo vento di un maggio ancora senza rose
compagni pesanti di vita e morte,
l’usura è la stessa mia di sciagurati respiri
e delle cicliche stagioni su passaggi terreni,
eppure sempre fluttueranno come ieri
gatti liberi e raminghi sulle tettoie del silenzio
parole e versi per foglie sonanti
all’alito di insperati tramonti.
Sarà dolce andarsene a scadenza tra risa di luppolo,
decadente e umano è il farsi appoggio l’un dell’altro
la ruggine paziente dei cancelli
la sua lenta azione sulla presenza dell’uomo
accolta dai tempi con fede insistente.
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(Immagine: Igor Shulman, Progetto Gravity. #16., Pittura, Olio su tela – 2021)
