La Guerra dei Mondi

Accadde il 30 ottobre 1938…

N I G R I C A N T E

“La guerra dei mondi”

di Orson Welles

Per alcuni rappresenta un episodio “classico” nella storia dei media; per gli “scienziati dell’anima” è stato uno degli esperimenti più riusciti, su larga scala e mai eseguito prima, sulle nevrosi collettive; per gli amanti del teatro, una performance dal realismo sconvolgente. Ed infine, per il mondo dell’informazione, un chiaro esempio di possibile manipolazione della notizia.

Fatto sta che quando la trasmissione andò in onda, descrivendo un immaginario sbarco dei marziani nel New Jersey, si verificò un fenomeno straordinario di schizofrenia collettiva a livello nazionale e quella che doveva essere un’interpretazione teatrale trasmessa via radio divenne il notiziario più equivocato della storia!

“La guerra dei mondi” di Orson Welles (libero adattamento radiofonico dal racconto War of the Worlds di H. G. Wells) non è un libro, se con questo termine intendiamo andare al di là del foglio stampato, ma uno strumento cartaceo

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Wall

A trent’anni dalla caduta del Muro…!

[tratta dalla raccolta “Nessuno nasce pulito” (ed. nugae 2.0 – 2016)]

N I G R I C A N T E

Copia di Foto2053

Muro di capricci politici e divisioni studiate

di famiglie separate nella notte, cemento di stato

padre a est, madre a ovest, speranza senza bussola

una mano tra il filo spinato saluta lontano

non lascia tracce sulla sabbia rastrellata,

muro di fredde guerre

da riscaldare al sole mortale dell’atomo.

Muro contro muro

abbattuti da fallimenti ideologici

e da colori ragazzi

mescolati dai fari assassini

di sentinelle devote,

da traballanti economie

e lunghe file per l’aria.

Un tricolore francese

 su vecchie mura nemiche

e un leitmotiv marsigliese

segnano nuovi giorni

di dolore e sangue,

e nuovi mattoni

per moderne paure

a oriente del progresso.

Pensieri ribelli dipinti

e lasciati fiorire sul Muro del potere,

da luogo bizzarro della storia

a meta turistica.

Un filo d’umana follia

unisce le diverse forme

dell’assurdo

tra un selfie e un currywurst.

(immagine: Muro di Berlino – East Side Gallery,

novembre 2015 – foto by M. Nigro)

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“La speranza ai tempi del colera”, da Pomeriggi perduti

a Gabriel García Márquez

tratta dalla raccolta “Pomeriggi perduti” di Michele Nigro (edizioni Kolibris, 2019); prefazione di Stefano Serri

“La pace che regna”, di Cesare Pavese

“La pace che regna” (1935), di Cesare Pavese: poesia tratta dalla raccolta “Poesie del disamore” (Einaudi, 1968) – capitolo: “Altre poesie degli anni 1931 – 1940”

Lettore: Michele Nigro

Passages

Washing and drying day by Jeffrey T. Larson

Riconosciute tra volti adulti
le bambine con cui giocavo
oggi sono mogli e madri,
non ricordiamo più i nomi
e gli acerbi giochi di vita,
le osservo da lontano
mentre raccolgono, annusando memorie
sparse nell’aria estiva
i panni asciugati
dal sole del tempo che passa.

I loro figli, quasi sullo stesso punto ereditato
si trastullano nel vento caldo con nuovi compagni,
rinnovata carne da cannone
per altre guerre esistenziali.
Un giorno, forse
dimenticheranno gli uni
i nomi degli altri,

sulle nostre povere storie
vola in alto indifferente
una lenta coppia di nibbi reali.

(immagine: Washing and drying day,

Jeffrey T. Larson)

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Guido Davico Bonino e “La letteratura fantastica italiana”

N I G R I C A N T E

Si è rivelato interessante e piacevole fin dalle prime battute l’excursus proposto il giorno 27 ottobre 2011 all’Università di Salerno dal prof. Guido Davico Bonino sulla letteratura fantastica italiana: una tematica che è stata curata in maniera sistematica dagli italianisti del nostro Paese solo a partire dagli anni ’20 e ’30 dello scorso secolo.

La “cicalata” sul fantastico italiano – come ha ribattezzato lo stesso Davico Bonino la sua dotta relazione – è partita da quelli che potremmo definire gli albori e non si è limitata a un’analisi ‘locale’ del genere letterario ma ha preso forza dall’inevitabile considerazione delle esperienze europee e mondiali che di seguito hanno influenzato positivamente gli autori italiani.

Sin dal ‘500 singolari scrittori hanno espresso la loro capacità creativa nell’ambito del fantastico.

Il primo nome illustre a cadere nella ‘rete’ del relatore è stato quello di Giovan Francesco Straparola (1480-1557?) che con la sua raccolta…

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Le parole sono importanti!

Ci si accorge che una frase per noi lineare e semplice da comprendere, assume nella mente del prossimo una conformazione a cui non avevamo pensato, un significato complesso o addirittura diametralmente opposto al pensiero che l’ha generata. Ma allora il linguaggio e la letteratura che deriva dal tentativo plurisecolare di ordinare il linguaggio sotto forma di segni, non sono nient’altro (si fa per dire) che il risultato di un incontrollabile equivoco interpretativo?

N I G R I C A N T E

A volte l’interpretazione soggettiva di una frase o di una singola parola può creare equivoci o deduzioni personali senza fine. Qualcuno di voi potrebbe obiettare che in realtà non esiste un’interpretazione oggettiva ma solo quella soggettiva ha un futuro nell’economia delle relazioni umane. No, amici miei, la mia non è filosofia: è vita pratica. Partire dal presupposto che le parole siano fisicamente limitate e confinate solo quando sono stampate è già di per sé un atto di ingenua presunzione: anche il testo scritto è fluido, libero, ribelle, incontenibile, riciclabile, reinterpretabile, modellabile, adattabile… Soggettivamente adattabile. Chi legge lo sa e lo sa anche lo scrittore intelligente che non si chiude nel suo castello fatto di personaggi apparentemente inattaccabili. Figuriamoci poi la parola parlata, sonorizzata, quella che usiamo tutti i giorni non per relazionare dinanzi a un’assemblea di filologi e glottologi, ma la parola quotidiana che adoperiamo quando andiamo a fare la…

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Hüzün in “Dillo alla Luna”, a cura di Anna Montella

La mia poesia Hüzün, come già ricordato qui, è stata pubblicata nell’antologia Dillo alla Luna, curata da Anna Montella (Caffè Letterario “La Luna e il Drago”)… Buona lettura!

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