Città di passaggio

77135320_3379771022065388_7584887595918688256_o

Ho fallito con la mia città!,
le sue genti scivolano lente
sui fianchi del corpo turistico,
sguardi estranei e obliqui
incrociano i progetti dell’altrove.
Non trattengo più con la stessa fede
la polvere d’oro dei suoi fiumi assetati.

Questa città ha fallito con me,
folti elenchi di feriti e dispersi
lungo gli anni dell’ingenuo riprovarci,

quante sciocche vespe contro i vetri
di stanze illuminate e illuse,
ora consegnate al buio del disincanto.
Di tanto in tanto, una voce amica
sopravvissuta ai gorghi del tempo
risuona come un balsamo al silenzio.

Assuefatto al dolce tramonto di mille legami
e alla morte dei per sempre,
non mancherà a queste vie
l’orma dei miei sconfitti passi notturni.

“Antropico”, da Pomeriggi perduti (Ed. Kolibris)

(tratta da “Pomeriggi perduti”, Edizioni Kolibris – 2019)

Eufrasia Gentileschi su “Nessuno nasce pulito”

N I G R I C A N T E

Ho ricevuto tempo fa questa interessante recensione da parte di Eufrasia Gentileschi, una mia lettrice… Desidero condividerla con i lettori di questo blog.

Image converted using ifftoany

 

La suprema azione della poesia sul caos

L’ordine alfabetico contempla il disordine cronologico, in questa prima raccolta poetica di Michele Nigro.

Non sono necessari riferimenti temporali per capire l’evoluzione linguistica che c’è stata nel corso degli anni; viene offerta al lettore una miscellanea che comprende il pensare, il sentire, l’avvertire, il credere, lo sperare, il soffrire e il resistere e che prescinde, dal sapere quello che è stato il giorno esatto in cui un sentimento ha prevalso sull’altro. Solo pochi riferimenti scelti e chiariti dall’autore, per tracciare una mappa, ma la struttura è quella di un labirinto in cui, pur ripercorrendo temi già citati, parranno ai nostri occhi come luoghi inesplorati.

Scriveva Sophia De Mello Breyner Andresen: “Non l’uomo, ma i segni dell’uomo,/la sua arte, le sue…

View original post 1.044 altre parole

“FUOCOAMMARE”: quando la fiamma del realismo… non scotta.

N I G R I C A N T E

cover-fuocoammare

Se avevate considerato “Sacro GRA” come il più noioso documentario della storia del cinema documentaristico italiano, è perché evidentemente non avevate ancora visto “Fuocoammare”. Se questo è il neo-neorealismo scialbo dell’era renziana, allora ridatemi i miei vecchi vhs seppelliti in garage!

Forse l’intento di Rosi era quello di girare un “L’isola di Arturo ai tempi dei barconi”, ma gli è andata male: si è voluto giocare sull’accostamento parallelo, quasi casuale, tra le esistenze degli isolani e la tragedia dei migranti, ma il risultato è deprimente, direi privo di effetto, anche quando si tenta la carta delle analogie tra il duro passato degli abitanti di Lampedusa e il drammatico presente di chi soffre per altri motivi. Anche il tentativo di dare fascino alla pellicola sottolineando il “colorito locale” con tanto di sottotitoli (necessari perché un documentario doppiato smette di essere documentario), appare forzato perché si vuole a tutti i…

View original post 321 altre parole

ODRZ legge “Limbo” (da “Nessuno nasce pulito”)

N I G R I C A N T E

19197468_1898343933755838_1645039856_o

Rispondendo all’appello “Leggi una poesia: in regalo una copia del libro…”, lanciato tempo fa su questo blog e su altri social, il gruppo musicaleIndustrial Noise degli ODRZ ha allestito un video reading, in perfetto stile noise music, della poesia“Limbo” tratta dalla raccolta “Nessuno nasce pulito” (ed. nugae 2.0) pubblicata nel 2016.

È sempre interessante, oltre che emozionante, assistere alla reinterpretazione artistica e alla decostruzione mediale di un proprio componimento: infatti ad essere “messi in discussione” non sono le singole parole o i versi che compongono la poesia, che restano sostanzialmente invariati, bensì i supporti comunicativi classici della poesia. Non più solo lettura lineare ma rimodulazione in chiave futurista del testo: il differente ritmo dei versi, il tono della voce adulterato dagli strumenti, la ripetizione di alcune parole (a volte anche gridate!) come a volerle sottolineare e incidere nell’acciaio, il tutto su un tappeto sonoro “rumoroso”.

Grazie

View original post 58 altre parole

Logiche autunnali

Buon Autunno a tutti voi!

N I G R I C A N T E

singin-in-rain1

“Lungo il transito dell’apparente dualità
la pioggia di settembre
risveglia i vuoti della mia stanza”

(“Nomadi”, Juri Camisasca)

 

Logiche autunnali

La gioia perversa del declino

Che cos’è l’autunno se non un’anti-primavera, una meta-stagione, un video reverse della natura, un’idea per canzoni e poesie, l’attesa gioiosamente malsana di un periodo sospeso senza energia e senza speranza, il movimento rallentato verso l’angolo spento di un ciclico andare?

Le ingenue illusioni primaverili e le forzate previsioni generate da un ottimismo solare lasciano il posto a un’assoluta e salvifica mancanza di pretese, non priva di fede: si attende il nulla con fiducia, il letargo dell’iniziativa con un’operosa umiltà, la contemplazione di un’apparente morte stagionale che invece è vita, sobria e sfornita di annunci vacanzieri.

Veni l’autunnu
scura cchiù prestu
l’albiri peddunu i fogghi
e accumincia ‘a scola [1]

Vi può essere felicità nell’immagine statica di muti rami spogli?

Mentre la primavera…

View original post 3.000 altre parole

Battiphaglian

Woody perdonami!

N I G R I C A N T E

libero remake del monologo iniziale di Woody Allen nel film “Manhattan”

Capitolo primo. “Schifava Battipaglia. La schifava smisuratamente…” No, è meglio “la sottovalutava smisuratamente”, ecco. “Per lui, in qualunque stagione, questa era ancora una città che esisteva nei colori sgargianti dei palazzinari e pulsava dei grandi motivi di Mario Merola suonati dal pianino napoletano in cerca di monetine lanciate dai balconi…” No, fammi cominciare da capo… capitolo primo. “Era troppo critico riguardo a Battipaglia, come lo era riguardo a tutto il resto: trovava sconforto nel deprimente andirivieni della folla inscatolata durante la festa patronale della Speranza e del solito traffico alla rotatoria tra la Strada Statale 19 e il cimitero. Per lui Battipaglia significava belle donne fatte della stessa materia casearia della “Zizzona” ma abbronzate già a febbraio, tipi cafoni in gamba ma di destra cresciuti a pane e Piazza Madonnina che apparivano rotti a qualsiasi discussione riguardante la Riforma Agraria…

View original post 234 altre parole

“La poesia urbana di Michele Nigro”, di Davide Morelli

N I G R I C A N T E

Michele Nigro

La poesia urbana di Michele Nigro

Non voglio scrivere nulla sulla ideologia, sulla personalità o sul retroterra culturale di Michele Nigro. So che è un artista multimediale e sperimentale. D’altronde, come ha dichiarato Nicholas Negroponte, il passaggio dagli atomi ai bit è inarrestabile e internet ne è una conseguenza, sebbene qualche intellettuale consideri il web un’anticultura per eccellenza. A mio avviso il flusso di coscienza di Joyce e l’ipertesto possono coesistere pacificamente¹. Non voglio in questa sede neanche stabilire cosa sia la poesia e cosa sia la poetica. Forse la poesia è un insieme di intuizioni verbali e la poetica è la riflessione sulla poesia da parte dell’autore. Probabilmente sappiamo solo che l’arte, per dirla alla Pareyson, è “il bisogno dell’inutile”. Si noti l’ossimoro. Di più forse non si può scrivere, vista e considerata la polisemia dell’opera d’arte e la polifonia della letteratura contemporanea. Nella storia dell’arte è accaduto…

View original post 2.760 altre parole