Scrittura artigianale: dalla scultura all’enologia passando per Forrester

Decantare non è solo sinonimo di selezione e di tagli ma anche di ossigenazione: mentre eliminiamo le impurità, abbiamo anche la possibilità di introdurre nuove idee, nuovi elementi capaci di ‘ossigenare’ la storia, di renderla più dinamica, interattiva, musicalmente fluida. Un’ossigenazione che non può essere effettuata già dopo la fine della stesura principale. Durante l’attesa che precede il ‘travaso’ lo scritto non deve essere toccato, mosso, riletto o peggio ancora riscritto.

N I G R I C A N T E

Ho sempre considerato valido il paragone tra scrittura e artigianato in generale, tra scrittura e scultura in particolare.

L’atto scritturale, per qualcuno, sarebbe ancora da relegare in un ambito creazionistico, caratterizzato da ispirazione divina e fatalismo. È vero: il passaggio dall’immaginazione di una situazione al concepimento dell’incipit rimane in fin dei conti un ‘mistero’, ma pur sempre un mistero laico. La ricerca della voce narrante è un ‘lavoro’ che confina con la metafisica: non esiste una tavola periodica delle idee. Dall’immaterialità interiore si passa miracolosamente al segno visibile e modificabile, dalla proiezione mentale di un dettaglio catturato tra la veglia e il sonno si giunge alla narrazione di una storia inventata, ma non per questo meno vera della vita reale.

Struttura

Preparare una ‘scaletta’ degli eventi, documentarsi, progettare la sequenza di forme eterogenee da far comparire nel testo, scrivere una sorta di “racconto parallelo” fatto di elementi embrionali e…

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