
Domande di Michele Nigro rivolte a Franco Innella, riguardanti la raccolta poetica “Foglie secche” e altri argomenti…
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Elenco delle domande:
– Quando è nata e perché l’idea di questa tua nuova raccolta intitolata “Foglie secche”?
– Le tue poesie, utilizzando immagini semplici, delicate e al tempo stesso lapidarie, sembrano descrivere una condizione umana limitata, misera, embrionale, in attesa di un’evoluzione, di un’elevazione verso stadi superiori di esistenza. La vita terrena è dunque solo attesa?
– Hai scritto: “La mia poesia nasce / tra parole appena sussurrate / all’ombra della vita…”. Che funzione svolge, invece, nella tua poetica la presenza della morte?
– La poesia aiuta a dissolvere l’illusione (che tu chiami “cerchio illusorio”) in cui siamo immersi o contribuisce ad aumentarla creando un linguaggio parallelo alla verità oggettiva?
– Nella tua poesia intravedo, a volte, elementi esoterici, riferimenti a saperi sconosciuti, dimenticati o comunque antichi. Come scegli il modo in cui intercalare questi elementi nei tuoi versi?
– Parlami dell’importanza del Vuoto.
– Perché, come scrivi, “Il castigo è l’essere nati”?
– Vuoi leggere una poesia dalla raccolta?
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