Il numero è “forza”!

calche
Cos’hanno in comune gli ebrei ortodossi morti nella calca pochi giorni fa in Israele, i musulmani morti negli anni passati in una calca simile alla Mecca, i tifosi dell’Inter assembrati ieri a Milano, le tavolate di amici senza mascherina che ho visto l’altro giorno nei locali del centro storico di Salerno? La fede nel numero, questo hanno in comune: perché insieme si è più forti, si è invulnerabili; insieme si può affrontare qualsiasi minaccia, anche quella invisibile; si condivide il rischio e questo come per magia si affievolisce: il cameratismo è la forza del singolo e la scelta dell’individuo che si diluisce nella folla è la forza del cameratismo. Cosa può succederci se condividiamo lo stesso obiettivo, la stessa fede? Se restiamo uniti la morte si spaventa e fugge via. E se anche questa dovesse ugualmente raggiungerci – pazienza! – è bello morire insieme: con e per mano della comunità di cui facciamo parte, della massa che ci dà forza e se vuole ci annienta in un istante. La vera morte è essere divisi dagli altri, è essere costretti a trasformarsi in presuntuosi “soloni” senza pubblico e senza contatto umano. Quando per colpa di decisioni governative siamo costretti a non onorare questa fede, stiamo male, ci sentiamo persi e senza meta: e i ritorni alla normalità sono “esplosivi”, come a voler compensare le occasioni mancate, a voler vivere doppiamente i raduni perduti. Alla faccia di chi si ostinava a sperare che ne saremmo usciti migliorati!
“Gioie” che l’individualista, egoista e sprovvisto per sua natura del dono della fede nel numero, non può provare, non può vivere sulla propria pelle; cieche convinzioni che non può coltivare dentro di sé e che invece riscaldano l’animo di chi le insegue: eternamente diffidente e dubbioso, l’individualista si muove da solo dribblando capannelli, riti collettivi, tifoserie e “marce del sabato sera”, politiche e non.
È un soggetto asociale e antipatico che provoca un senso di repulsione: a volte, per questo motivo e tra lo stupore degli assembrati, persino la morte lo evita.
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versione pdf: Il numero è forza!
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Rispettare la lentezza

Giornata mondiale della Lentezza 2021

(tratta da “Nessuno nasce pulito”, ed. nugae 2.0 – 2016)

Avatar di Michele NigroN I G R I C A N T E

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È finita la pioggia, lumaca che ignori

il male nel mondo e l’umana cattiveria,

lasciando una traccia effimera nella storia

attraversi lenta e fiduciosa

il marciapiede dell’uomo indaffarato.

Millimetro dopo millimetro, con calma

copri le distanze della tua natura

scritta in codici non più sconosciuti.

…

Con un semicerchio di passi rispettosi

evito la fine prematura di un andare

ostinato e silenzioso.

L’occhio quasi sempre distratto

capta in tempo il movimento immobile

e un affanno impercettibile.

…

Baldanzoso guscio perfetto e casalingo

diretto verso avventure erbose e semplici

portami con te, lì dove l’incoscienza

regna sovrana sulla morte.

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