11 settembre inflazionato?

La politica è “politica d’immagini”: le ripetute sequenze dell’11 settembre servono non a ricordare le vittime ma a mantenere vivo lo sdegno pubblico che è alla base di un interventismo geopolitico e militare utile solo ai potenti e agli industriali che nella guerra da sempre, da quando esiste un’industria bellica, subodorano affari succulenti.

N I G R I C A N T E

“… E i funerali di stato a che servono? 
I militari in missione chi servono?…”

(CapaRezza – dal brano “Cose che non capisco”)

Facciamo un piccolo gioco sull’immaginario collettivo?

Chiudete gli occhi, rilassatevi. Trasformate lo schermo nero che avete creato dietro le vostre palpebre chiuse in una sorta di tela su cui proiettare le immagini depositate nella vostra mente. Alzi la mano chi ricorda perfettamente almeno un’immagine riguardante l’attentato dell’11 settembre alle Torri Gemelle di New York. Bene, siete in tanti. Complimenti! Potete abbassare le mani… Ora alzi la mano chi, invece, conserva nella propria memoria un’immagine della guerra libano-israeliana del 2006. Uno… Due… Nessun’altro? Come prevedevo. Perfetto: abbassate pure le vostre mani e aprite gli occhi.

In realtà non avevo bisogno di fare questo “esperimento”: sapevo già quale parte della storia il Quinto Potere aveva deciso di sfruttare. O di inflazionare.

Tra qualche giorno…

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